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«Da otto mesi non so più se mia figlia è ancora viva». La denuncia del campione di scacchi perugino Roberto Mogranzini

Roberto Mogranzini
di Gianni Agostinelli
4 Minuti di Lettura
Lunedì 13 Giugno 2022, 07:29

PERUGIA Roberto Mogranzini continua a lottare per riavere sua figlia. La bambina aveva sei anni quando è stata portata via senza il suo consenso dalla madre che lavorava come diplomatica a Genova, dove vivevano, per fare ritorno in Ecuador, il paese originario della donna. Dal febbraio 2021 ad oggi non ha avuto più notizie della bambina né modo di sentire la voce di Isabella, che oggi ha otto anni.

«Io sono umbro, mia figlia è nata a Perugia ma la politica umbra ci ha completamente abbandonato», racconta Roberto Mogranzini, il forte scacchista perugino trapiantato a Genova che sta cercando di portare avanti in tutte le sedi la sua battaglia per riavere la bambina. «Sono state fatte anche due interrogazioni parlamentari», dice ma per ora in mano ha molto poco. La sua ex compagna, Martha Fierro Baquero, anche lei scacchista, è irreperibile. «Lei come i parenti e così soprattutto la mia Isabella» dice Roberto. Nella voce la sua angoscia e nelle poche parole che seguono il senso di smarrimento di un padre. «Le prime e ultime notizie che ho le ho ricevute dall'ambasciatrice italiana in Ecuador. Mi disse che mia figlia era stata vista, che era viva. Era il novembre scorso». Da quel momento tanti pesanti silenzi anche dalle vie ufficiali. A difendere Roberto Mogranzini c'è Annamaria Bernardini de Pace ma intanto nelle ultime settimane ha continuato a raccontare la sua vicenda sui social, rivolgendosi anche in prima persona alla bambina, per il suo ottavo compleanno. Sono passati quasi due anni da quel giorno di febbraio, quando l'ha vista per l'ultima volta. Ed è stato anche l'ultimo momento in cui ha potuto sentirla telefonicamente. Oltre al lavoro dei suoi avvocati, Mogranzini prova tutte le maniere per riuscire a mettersi in contatto con la sua ex e con la bambina, vivendo le inimmaginabili angosce di un padre privato della figlia da un giorno all'altro.

Si è rivolto a lei in spagnolo, in un video, sperando che possa essere utile per avvicinare in qualche maniera la madre e la bambina, o riuscire a sensibilizzare le autorità. Roberto Mogranzini dopo la separazione dalla donna aveva ottenuto l'affidamento condiviso della piccola ma era stato costretto a presentare già in passato due denunce perché la madre era volata con la loro unica figlia in Sud America senza il suo consenso. Il campione di scacchi aveva costruito poi una nuova relazione e una nuova famiglia, nella quale la piccola Isabella si era integrata. Quello che è accaduto repentinamente un anno e mezzo fa era forse un timore che nemmeno Mogranzini poteva immaginare di vivere ma si era premurato in tutte le maniere anche di fronte alla giustizia «chiedendo la revoca del passaporto diplomatico di mia figlia – sottolinea Roberto -, quello che sua madre ha usato per portarsela via l'ultima volta. Ma come è evidente non è cambiato niente e sono sparite nel nulla da un momento all'altro». Riavvolgendo il nastro della vicenda si torna a quella mattina d'inverno, quando Mogranzini ebbe modo di parlare telefonicamente con sua figlia Isabella. «L'ultima volta che ci ho parlato per pochi secondi è stata al telefono l'8 febbraio 2021, mi aveva detto che stava mangiando. Da allora silenzio. Sono poi andato a prenderla il giorno dopo a scuola ma le maestre mi hanno detto che quel giorno non era mai entrata. Anzi, era assente dal 4 febbraio». Un pozzo fondo nel quale Mogranzini è precipitato immediatamente, spendendo ogni energia per cercare di venirne a capo e riabbracciare la bambina. Prima ha cercato di mettersi in contatto con l'ex compagna senza riuscirci e una volta capito che avevano lasciato la città e l'Italia si è precipitato in Questura. Da lì le nuove denunce. «Avevo presentato una nuova denuncia per sottrazione di minore. Si è portata via mia figlia senza avvertirmi ma stavolta ha bloccato il mio numero ed è irreperibile. Non riesco a contattare né lei né i suoi parenti».

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