Festival di Terni, alta tensione tra israeliana e palestinese: la regista e il collega di Gaza rifiutano di salire insieme sul palco

Festival di Terni, alta tensione tra israeliana e palestinese: la regista e il collega di Gaza rifiutano di salire insieme sul palco
di Lucilla Piccioni
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Giovedì 30 Novembre 2023, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 17:13

Si sono classificati primi al Terni Film Festival nelle categorie documentario e cortometraggio Iris Zaki israeliana ed il regista di Gaza Mohammed Almughanni; hanno anche condiviso un altro premio quello per la migliore sceneggiatura tra i lavori in concorso arrivando primi ex aequo. Ma non sono voluti salire insieme sul palco per ricevere i riconoscimenti. Durante le giornate del festival ternano hanno alloggiato nello stesso albergo e mangiato nello stesso ristorante. Ma non si sono mai stretti la mano, ne scambiato due parole. E nemmeno sul palco è stato possibile vederli insieme nonostante gli inviti, ripetuti, degli organizzatori del festival. «Avremmo voluto vederli fianco a fianco a ricevere i premi, ma non ci siamo riusciti – spiega Arnaldo Casali direttore artistico del Terni Film Festival- e questo perché Mohammed Almughanni si è rifiutato di dialogare con la regista israeliana Iris Zaki, che pure è una pacifista ed è molto solidale con la causa palestinese».

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Almughanni ogni giorno contattava la sua famiglia che vive nella striscia di Gaza per avere notizie ed ha dichiarato di aver voluto partecipare al Festival ternano proprio per far conoscere in Europa quello che sta accadendo nella sua terra. Una missione che non ha lasciato spazio ad altro, a nessun gesto di distensione tanto che dietro le quinte del concorso il direttore artistico Casali ha difeso Iris Zaki perché secondo lui era stata ingiustamente giudicata dal regista di Gaza. Momenti di tensione rientrati comunque in breve tempo. Ma non è finita al momento delle premiazioni perché una volta terminato il festival Mohammed Almughanni ha inviato un messaggio alla direzione in cui li incolpa di aver cercato la pace in maniera naif aggiudicando un primo premio ex aequo ad una israeliana ed un palestinese. «I premi vengono assegnati dalle giurie e noi dell’organizzazione non ci mettiamo becco. E’ sempre stato così fin dalla prima edizione del Festival, a questo ci teniamo. La vittoria ex aequo ha riguardato solo le opere in gara non la nazionalità dei loro autori», ha tenuto a precisare Arnaldo Casali.
 

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