Famiglie in crisi: record di divorzi e tante cause per sfratto in Umbria. Il primo bilancio sociale di Corte d'appello e Procura generale

La presentazione del bilancio sociale di Corte d'appello e Procura generale di Perugia
di Egle Priolo
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Giovedì 30 Novembre 2023, 17:18

PERUGIA - Famiglie in crisi. Il dato non è soltanto economico, ma anche giudiziario. Sono oltre 1900 i procedimenti “sopravvenuti” nel 2022 per quanto riguarda separazioni e divorzi. Il numero emerge dal bilancio sociale della Corte d'appello e della Procura generale, presentato ieri a palazzo del Capitano del popolo. La stessa presidente della Corte d'appello, Claudia Matteini, durante una cerimonia molto partecipata, ha sottolineato come gli aumenti principali nei procedimenti civili riguardino proprio «problematiche legate alla famiglia e di impresa». E infatti, andando a spulciare numeri che fotografano in maniera nitida la realtà di tutti i giorni, ecco emergere le 1.902 nuove cause di separazione o divorzio, a fronte dei 1.988 procedimenti esauriti e altri 1.347 ancora pendenti. Da segnalare anche le 3.333 esecuzioni mobiliari e i ben 4.532 procedimenti di ingiunzione per soddisfare i creditori o gli 800 procedimenti per convalida di sfratto.

A delineare la realtà umbra, poi, ci sono anche i dati sui reati denunciati: nel 2022 la maggior parte delle denunce sono per furti contro ignoti (6.865) e altri reati contro il patrimonio (2.648), seguiti dai reati contro la persona (1.488) e contro la libertà individuale (1.531).
Oltre ai numeri, comunque, dal bilancio sociale emergono anche le criticità e i buoni risultati del sistema giustizia. «Abbiamo un miglioramento rispetto ai dati dell'arretrato nella sezione civile – ha sottolineato la presidente Matteini -. Abbiamo un dato, invece, negativo nel penale, ma che è stato determinato da una scopertura di tre posti di giudici penali che indubbiamente hanno pesato sul funzionamento della sezione penale. A livello di spese abbiamo avuto l'impatto del cambio di competenza per quanto riguarda l'equa riparazione, per cui mentre avevamo spese per l'indennizzo dal processo troppo lungo di 2 milioni e 900mila euro, nel 2022, dopo la riforma sulla competenza, abbiamo un impatto di circa 450mila euro. Quindi aver riportato la problematica del ragionevole processo nel distretto umbro ha determinato molto meno spese».

LA TRASPARENZA
Un lavoro incredibile, quello del bilancio sociale, che per la prima volta è stato portato avanti da Corte d'appello e Procura generale, dopo che entrambi gli uffici aveva autonomamente sperimentato l'esperienza negli anni passati, per poi essere ripresa dalla stessa Pg nel 2022. Da qui, con un lavoro comune votato a trasparenza, condivisione e comunicazione, sono nate le 133 pagine suddivise in undici capitoli che ripercorrono, attraverso dati, tabelle, grafici e approfondimenti, l’anno 2022. «Si tratta di un documento che è al tempo stesso un momento importante di autoanalisi da parte degli uffici – hanno spiegato Matteini e Sottani - e contemporaneamente una convinta apertura agli stakeholders, ovvero tutti quei soggetti pubblici e privati che direttamente o indirettamente sono interlocutori dell’amministrazione o che sono comunque interessati alla sua azione, nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza che deve caratterizzare il settore pubblico». «La decisione di intraprendere un percorso di condivisione di azioni giudiziarie comuni tra due distinti, ma prospicienti, uffici giudiziari è innovativa, sotto il profilo organizzativo – hanno sottolineato -, ed assume una forte valenza simbolica, in quanto è sintomatica di cooperazione, leale collaborazione istituzionale e convinta consapevolezza dei meccanismi organizzativi che implicano il superamento di una concezione meramente autoreferenziale del singolo ufficio giudiziario. Lavorare insieme, pur nelle distinte competenze, è un punto di forza al fine di realizzare quella efficacia ed efficienza che si pone alla base di una Giustizia giusta».
E ancora: «Dal documento emergono non solo dati numerici, ma l’impegno quotidiano degli uffici – ha insistito con orgoglio Matteini e Sottani -, la preferenza per un lavoro in equipe anziché in autonomia, nonché la scelta di prassi dinamiche e adattabili al continuo divenire, piuttosto che prassi rigide e cristallizzate, nonché l'apertura verso le innovazioni tecnologiche e l'informatica, non solo come strumenti organizzativi ma anche come mezzi per una migliore allocazione e valorizzazione delle risorse e professionalità umane. L’innovazione informatica acquista però un valore solo se riesce ad instaurare il dialogo con la collettività, rendendo le istituzioni accessibili e trasparenti, cioè comprensibili».
Un lavoro notevole ma, a proposito di spese, realizzato a costo zero, senza alcun contributo né economico-finanziario né con personale esterno all’amministrazione. «Ma grazie alla disponibilità, dedizione e professionalità – hanno concluso la presidente Matteini e il procuratore generale Sottani - delle funzionarie dell’Ufficio per il Processo trasversale, costituito presso la Corte di Appello dalle dottoresse Flavia Narducci ed Albina Longo, e del gruppo di lavoro costituito presso la Procura Generale dai due Luogotenenti della Guardia Finanza Teodoro Di Luca e Fabrizio Galletti, che hanno operato in equipe ed in stretta sinergia tra loro e con la collaborazione di tutto il personale amministrativo».

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