Gioco d'azzardo choc: in un anno polverizzati mille milioni di euro

Gioco d'azzardo choc: in un anno polverizzati mille milioni di euro
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Martedì 10 Aprile 2018, 16:43 - Ultimo aggiornamento: 18:41

PERUGIA - Un’età media intorno ai 44 anni, con una situazione sociale ed economica varia. Prevalentemente, il 76 per cento, è di sesso maschile, ma incominciano a chiedere aiuto anche le donne che, spesso, vivono questa problematica in profonda solitudine: è il profilo tipo del giocatore d’azzardo compulsivo che si rivolge ai servizi dedicati alla cura della patologia attivati sul territorio regionale. E’ quanto stato reso noto stamani a Perugia dai responsabili dei Centri di riferimento per il gioco d’azzardo patologico presenti in Umbria, nel corso della conferenza stampa organizzata dall’Assessorato regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare - presente l’assessore Luca Barberini - per illustrare il nuovo Rapporto epidemiologico sul gioco d’azzardo in Umbria e le nuove azioni programmate dalla Regione per il contrasto del fenomeno, nonché la terza fase della campagna di sensibilizzazione “Umbria No Slot” e l’iniziativa organizzata nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo. Sono intervenuti oltre all’assessore Barberini, i referenti dei Centri per il gioco d’azzardo patologico presenti nel territorio della Usl Umbria 1, Luciano Bondi, e Usl Umbria 2, Lucia Coco, i tecnici dell’Osservatorio regionale delle dipendenze e Angela Bravi della Direzione regionale Salute.

«Quello del gioco d’azzardo patologico non è un problema da banalizzare – ha detto l’assessore Barberini – Al contrario, anche in Umbria assume dimensioni preoccupanti e tocca cittadini di varie fasce sociali e con ricadute drammatiche anche in termini di spesa sanitaria. Si stima che gli umbri coinvolti siano intorno a 10 mila, un dato che testimonia come la dipendenza da gioco abbia assunto in pochi anni livelli significativi al pari delle sostanze psicoattive storicamente diffuse nella popolazione, tipo alcol e tabacco. La dipendenza è riscontrata anche tra i minorenni. Questi numeri hanno fatto sì che la Regione potenziasse l’impegno per far emergere dalla zona grigia una problematica forte tanto da essere inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza».

L’assessore ha quindi ricordato che la Regione ha predisposto un ventaglio di iniziative organiche, coordinate tra loro, a partire dall’approvazione della legge regionale n. 21 del 21 novembre 2014, per arrivare all’adozione del Piano regionale 2017-2018 per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, approvato a dicembre 2017, definitivamente e integralmente, dall’Osservatorio nazionale e dal Ministero della Salute.

in Umbria le prevalenze del gioco d’azzardo nella popolazione generale (15-74enni) sono assimilabili a quelle nazionali (25,8% in Italia e 25,3% in Umbria). Sono nettamente di più i maschi (32,5%) a giocare rispetto alle donne (18,5%). Il profilo di gioco problematico, nella popolazione dei giocatori di 15-74 anni, riguarda il 5,6% (il 5,4% in Italia). Questo significa che sono circa 10.000 gli umbri con un profilo di gioco problematico, che dovrebbero essere raggiunti da iniziative di prevenzione o servizi di trattamento. Negli ultimi anni c’è stato un crescente ricorso ai servizi; dal 2013 al 2017 l’utenza è aumentata consistentemente (+59%), passando da 189 a 301 unità. Nel 2017 sono stati presi in carico presso i servizi regionali più di 300 umbri dipendenti da gioco d’azzardo. Se prendiamo in considerazione la popolazione a rischio secondo gli indicatori di prevalenza di gioco, in Umbria sono in trattamento circa 32 soggetti per 1000 a rischio.

La classe di età che si rivolge di più ai servizi è quella dai 45 anni in su (58%). Gli utenti sono prevalentemente maschi (76%), ma la quota femminile è in costante crescita negli anni.  In Umbria nel 2016 sono stati investiti nei giochi d’azzardo autorizzati dai Monopoli (tolta la quota on line, non rilevabile) 1.099 milioni di euro (raccolta lorda), un importo tornato ai livelli del 2012 dopo alcuni anni di flessione; questa somma equivale ad una raccolta pro capite di circa 1.220 euro.  La spesa (raccolta meno vincite) è di 267 milioni, ovvero 300 € pro capite, corrispondente alla media nazionale. Se ordiniamo le regioni italiane secondo il volume di spesa pro-capite, l’Umbria si classifica al 10mo posto. In Umbria i volumi di gioco sulla rete fisica sono cresciuti in un anno del 7% (5% in Italia). Anche considerando la spesa (raccolta meno vincite), la quota maggiore è a carico degli apparecchi elettronici/slot machines (59%).

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