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Elezioni a Orvieto, il M5S rischia di non presentarsi alle urne. Vergaglia: nessuna lista civica alternativa

Sabato 20 Aprile 2019 di Vincenzo Carducci
La capogruppo uscente del M5S a Orvieto, Lucia Vergaglia (al centro)
ORVIETO - Il M5S rischia di non partecipare alle prossime elezioni comunali di Orvieto. A una settimana dalla presentazione ufficiale delle liste - con la Pasqua e il ponte del 25 aprile di mezzo - la piattaforma Rousseau non ha infatti ancora certificato la lista proposta dalla capogruppo uscente dei grillini, Lucia Vergaglia, mentre quella proposta dal candidato alla Camera alle ultime Politiche, Lucio Riccetti, non avrebbe nemmeno richiesto la "timbratura" dalla piattaforma della Casaleggio &Co. «Non ho ancora ricevuto la cosiddetta certificazione interna - dice Vergaglia - e pertanto, anche in mancanza di un esplicito diniego, non posso avere la legittimazione etica e in punta di diritto lecita per raccogliere firme a nome del Movimento nei tempi utili come le altre forze politiche stanno facendo. Mai potrei chiedere fiducia per la mia candidatura a tutt'oggi solo potenziale solo per aver tutto pronto infischiandomene della realtà dei fatti».

In realtà, come nel caso di Gubbio, l'autorizzazione alle liste locali del M5S stanno arrivando in queste ore e , seppur stretti, i tempi tecnici per riuscire a mettere insieme tutte le carte e le firme necessarie ci sarebbero ancora. Ma le probabilità che i grillini restino fuori dalla contesa elettorale sulla Rupe salgono di ora in ora e non è escluso che possa addirittura arrivare un diniego. Una decisione sulla quale potrebbe pesare l'atteggiamento tenuto dalla stessa Vergaglia nei mesi scorsi, durante un passaggio cruciale della consiliatura Germani, quando la capogruppo - all'indomani della bocciatura in Consiglio del project financing sul palazzo del Popolo con i voti decisivi di parte del Pd - non sottoscrisse la mozione di sfiducia al sindaco proposta dal centrodestra che con il successivo appoggio dei Dem avrebbe significato la caduta di Germani e il commissariamento. Passaggio che avrebbe fatto più che storcere il naso ai vertici umbri del Movimenti.  «In quel momento - spiega ancora la Vergaglia - un politico che avesse voluto far valere il proprio interesse elettorale e sfruttare il vantaggio della spinta del nascente governo nazionale a fronte dello straordinario risultato del M5S conseguito il 4 marzo 2018 avrebbe fatto il possibile per cercare di far cadere Germani e la Giunta e privare la città del consiglio comunale ed ottenere il merito di essere l'elemento necessario per spingere il primo cittadino fuori dai giochi e poco importava se nel frattempo il commissario di governo esterno avrebbe gestito solo l'ordinaria amministrazione e ovviamente non assumendo alcuna iniziativa come ad esempio contrastare la Regione sull'espansione della discarica. Anche in questo caso mi assumo pienamente la responsabilità della scelta non solo di non aver partecipato a congiura di palazzo, ciò a cui abbiamo assistito nel Pd in questi ultimi tempi ne è una dimostrazione eclatante, palese e sotto gli occhi di tutti, ma di aver ottenuto che il Comune rimanesse attivo e potesse portare al Tar la nostra opposizione all'espansione voluta dalla Regione che intendeva così risolvere i guai di Perugia con la spazzatura che sarebbe arrivata fino a sotto gli uffici di Palazzo Cesaroni. Il fatto che questa scelta sia stata commentata negativamente da alcuni rappresentanti del M5S che siedono proprio in alcuni palazzi perugini non ritengo che possa essere in alcun modo collegata a questa vicenda per la quale non è stata ancora certificata la lista in continuità con l'attività consiliare della sottoscritta. in ogni caso qualora questa scelta fosse dovuta ad una valutazione dei miei comportamenti come portavoce ormai uscente del Movimento o dell'efficacia delle proposte spesso approvate, ma non realizzate nella concretezza ancora una volta, me ne assumo comunque pienamente le responsabilità politica e personale».

Negli ultimi giorni, proprio a fronte dei silenzi della piattaforma Rousseau, si era diffusa la voce che la Vergaglia avrebbe potuto presentare comunque una lista senza il simbolo del M5S (dato al 18% a Orvieto da un recente sondaggio commissionato dal Pd umbro) e che addirittura ci potesse essere un avvicinamento al centrosinistra che, a conti fatti e confrontando i risultati elettorali delle Politiche con quelle delle Comunali, potrebbe beneficiare dei voti in libera uscita dei grillini. «Non risponde al vero che ci sia da parte mia una ipotesi alternativa di avanzare una proposta di lista civica in proprio e senza il simbolo del Movimento - smentisce la Vergaglia - non che mi manchi la possibilità, la capacità tecnica oppure la disponibilità dichiarata di molti cittadini. Semplicemente non è mia intenzione farlo. Resta il danno: ci fosse anche un solo cittadino che voglia votare il Movimento 5 Stelle e, per la mancanza di certificazione o per l'eccessivo ritardo nella consegna dei documenti non potrà farlo, ed è mio dovere chiedere scusa ed assumermene la responsabilità».

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