«È stato un inferno. Siamo vivi per miracolo, per esserci alzati a bere». L'incendio a Perugia, tra gas e il dubbio sulle armi

L'incendio tra San Vetturino e il Fosso dell'Infernaccio
di Egle Priolo
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Lunedì 4 Dicembre 2023, 08:36

PERUGIA - «Se penso che siamo salvi solo perché ancora non eravamo a letto, con mio marito che si è alzato dal divano per andare a prendere un bicchiere d'acqua e solo allora ha visto quell'inferno di fiamme e fumo, ho ancora i brividi...». Sono passate diverse ore ma la paura non passa, alimentata per giunta da quell'odore di bruciato che impregna l'aria e si infila in gola. La paura di vedere il proprio giardino e la propria casa sotto attacco di un violento incendio, scatenato in un appezzamento di terreno vicino e a cui solo una casualità ha impedito di avere conseguenze ben più gravi della rimessa distrutta.

I fatti, anzitutto. Sono da poco passate le dieci di sabato sera quando va a fuoco un annesso agricolo nella zona tra San Vetturino e Fosso dell'Infernaccio. Dopo le chiamate per chiedere un rapido intervento, la centrale operativa del Comando dei vigili del fuoco di Madonna Alta invia sul posto la squadra del distaccamento di corso Cavour con un mezzo d’appoggio dalla sede centrale di Perugia per il rifornimento idrico. Sul posto anche una volante della polizia.
La lotta con le fiamme è immediata e i pompieri hanno il loro da fare per placare l'incendio. Cosa che avviene, ma sono interminabili minuti di paura. Chi abita in quella zona inevitabilmente si riversa in strada per seguire, spaventato, l'evolversi della situazione. Viene chiamato il proprietario della rimessa agricola che arriva sul posto quando i vigili del fuoco hanno da poco portato via dall'appezzamento in fretta e furia due bombole del gas: non ci vuole certo un esperto per capire cosa sarebbe potuto succedere se le fiamme, come invece miracolosamente non è accaduto, le avessero avvolte.
Ma c'è di più. Secondo quanto si apprende, infatti, all'interno della rimessa sarebbero stati trovati anche dei fucili e delle cartucce e ora bisogna stabilire se fossero detenuti in maniera regolare oppure no. La polizia sta svolgendo accertamenti il tal senso, mentre i vigili del fuoco dopo aver bonificato tutta l'area e aver scongiurato la ripresa delle fiamme si sono messi subito al lavoro per stabilire l'origine delle fiamme. Il condizionale è come non mai d'obbligo, dal momento che gli accertamenti sono ancora in corso, ma se fosse confermata la presenza di qualche elettrodomestico nella rimessa ecco come una spiegazione per le fiamme potrebbe essere quella di un cortocircuito. Ma non è da escludere anche un fuoco che si pensava fosse spento e invece no.
«Ho ancora davanti agli occhi – racconta ancora la residente – quelle fiamme altissime che stavano letteralmente mangiando tutto.

Era un inferno, tra il rosso delle fiamme e il grigio del fumo. Non ci si vedeva più. Grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco la situazione è stata subito sotto controllo. Ma non posso non pensare che siamo vivi per miracolo. Se non fossimo stati svegli e non ci fossimo accorti subito, ci saremmo ritrovati l'incendio dentro casa».

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