Due Mondi, da Dante al Pop: 60 spettacoli per sfidare la pandemia

Sabato 10 Aprile 2021 di Antonella Manni
Monique Veaute, direttrice artistica del sessantaquattresimo Festival dei Due Mondi

Due Mondi, da Dante al Pop ma con l'opera lirica ridotta o in formato film, causa pandemia. Interdisciplinare e internazionale, nel segno di Menotti, soprattutto per la musica. Ma anche sulla linea tracciata da Giorgio Ferrara per la presenza del grande teatro di testo. Così, in sintesi, sarà la 64esima edizione del Festival, il primo a firma della direttrice artistica Monique Veaute e in scena dal 25 giugno all'11 luglio. Sessanta spettacoli, 5 prime assolute, 500 artisti da 13 Paesi del mondo con almeno 5 o 6 appuntamenti al giorno, con tutte le forme dell'arte, dalla musica al teatro, dalla danza agli stage digitali, incontri, laboratori, performance, mostre. Un Festival «di cui essere orgogliosi» sottolinea il ministro della cultura Dario Franceschini, «non solo per i suoi 64 anni di età ma per il livello di qualità sempre altissimo. Quest'anno, tra le mille difficoltà nelle quali si trova a combattere tutto il settore, si presenta con un programma particolarmente ricco, che si spera si possa svolgere in condizioni vicine alla normalità». Franceschini annuncia anche un prossimo incontro con il Comitato Tecnico Scientifico per decidere “su regole che consentano l'apertura, con numeri maggiori di quelli previsti oggi, soprattutto per gli spettacoli all'aperto». Di queste, il Festival di Spoleto potrebbe essere il primo banco di prova. Covid permettendo, dunque, tutto è pronto per una kermesse che si annuncia come una ripartenza per l'Italia ma anche per Spoleto: “Il Due Mondi è il volano dell'economia della città – spiega il commissario prefettizio Tiziana Tombesi, che riveste anche il ruolo di presidente della Fondazione Festival –, la città sta aspettando il ritorno alla normalità”. Così anche Paola Agabiti, assessore alla cultura della Regione: “Sarà il Festival della speranza, della capacità di andare, di superare ostacoli e difficoltà. Il Festival rappresenta per l'Umbria uno dei momenti culturali più qualificanti che questa edizione raccoglie e rilancia in una dimensione sostenibile e ambiziosa. Mi fa piacere sottolineare la collaborazione tra Umbria Jazz, Teatro Stabile dell'Umbria e Due Mondi”.

IL PROGRAMMA La musica sarà il cuore del Festival 2021 ma le novità coinvolgono anche la danza (Mourad Merzouki, Flora Détraz, Angelin Preljocaj, Mourad Merzouki Jonas&Lander), il teatro (Leonardo Lidi, Lucia Calamaro, Alan Lucien Oyen, Liv Ferracchiati, Massimo Recalcati, Piero Maccarinelli), gli eventi (da quelli dedicati a Dante all'edizione zero del Festival del sociale della Rai) alle arti figurative. Per la musica inizia la residenza quinquennale della Budapest Festival Orchestra che inaugura la kermesse il 25 giugno in Piazza Duomo diretta da Iván Fischer con musica francese di inizio '900. E dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, che chiude l'11 luglio. Nel solco di Menotti, tornano poi i concerti di mezzogiorno. Il 27 giugno Piazza Duomo accoglie Orchestra e Coro di Santa Cecilia, diretti da Pascal Rophé per l'Oedipus rex di Igor Stravinskij, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del compositore. Sospesa invece, causa pandemia, l'opera Jeanne d’Arc au Bûcher di Arthur Honneger, regia di Romeo Castellucci: viene proposta in video nella versione ripresa al Teatro La Monnaie De Munt di Bruxelles (Teatro Nuovo, 26 giugno). Il Coro di Santa Cecilia è impegnato anche in un programma diretto da Alvise Casellati (8 luglio Piazza Duomo). Spazio anche alla musica elettronica con Tristano e a quella medievale con i Micrologus. Ma in Piazza Duomo sbarca anche il Pop di Colapesce e Dimartino che a Spoleto daranno il via al loro tour italiano.

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