Dissesto del Comune di Terni: chieste dalla Corte dei Conti pesanti sanzioni per gli ex amministratori

Dissesto del Comune di Terni: chieste dalla Corte dei Conti pesanti sanzioni per gli ex amministratori
di Corso Viola di Campalto
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Martedì 19 Ottobre 2021, 14:52 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 15:37

TERNI L’udienza è fissata questa mattina davanti al giudice monocratico della Corte dei Conti di Perugia in seguito alle indagini della procura contabile e riguarda le “corresponsabilità oggettive” dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e di tutti gli ex assessori che si sono succeduti nel tempo, del dissesto finanziario del Comune di Terni che ha portato nel 2018 a palazzo Spada il commissario prefettizio. Una sentenza che potrebbe portare al pagamento di una sanzione per ognuno degli ex amministratori a favore dello stesso Comune. Sanzioni calcolate secondo le retribuzioni mensili e tenuto conto della permanenza della carica di ogni convenuto e del relativo apporto causale al dissesto. 
All’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo la procura contabile ha infatti chiesto una sanzione di circa 11 mila euro (venti volte la retribuzione lorda di sole 550 euro al mese), mentre il record va all’ex assessore e vicesindaco Francesca Malafoglia con 82 mila euro, avendo avuto una retribuzione lorda di circa 4 mila euro al mese, anche questa moltiplicata per venti. Poi, c’è l’ex assessore al Bilancio e Patrimonio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi con 60 mila euro (stesso calcolo) Più contenute le sanzioni agli assessori Emilio Giachetti e Stefano Bucari con circa 32 mila euro ciascuno, mentre per l’ex assessore Tiziana De Angelis la procura contabile chiede 16 mila euro. A seguire ci sono Francesco Andreani, Daniela Tedeschi e Christia Falchetti Ballerani, a quali viene comminata una sanzione di 15 mila euro ciascuno. Sono state stralciate le posizioni degli ex assessori deceduti nel frattempo Carla Riccardi e Giorgio Armillei e quelle di Sandro Corradi e Moreno Rosati rimasti in carica pochissimo tempo.
Tutto è nato il primo marzo del 2018, quando il commissario straordinario Antonino Cufalo ha deliberato lo stato di dissesto del Comune di Terni. Dissesto che ha portato ad avviare le indagini della Corte dei Conti per accertare le responsabilità degli amministratori. Per la procura contabile “al momento della dichiarazioni del dissesto la situazione economico patrimoniale e finanziaria dell’ente si è rivelata gravissima, del pari - scrive la stessa procura- gravissime solo state le condotte degli amministratori in carica nella Consiliatura 2014-18”. 
Per la procura gli amministratori coinvolti hanno “scientemente quanto incautamente posto in essere concorrenti illegittimità e la gestione finanziaria del Comune è stata caratterizzata da una macroscopica violazione delle regole di sana e prudente conduzione e contabilizzazione delle risorse”.
La situazione al 2 febbraio 2018, accertata dai revisori dei conti, parlava di una massa debitoria complessiva di 14 milioni e mezzo di euro (8 milioni di debiti fuori bilancio). Poi, si è aggiunto un milione e mezzo di euro nel conto finale.

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