Orvieto, Diodato incanta:
«Qui è nata la copertina
del mio primo album»

Diodato
di Monica Riccio
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 21:39 - Ultimo aggiornamento: 21:49

Non poteva iniziare in un un modo migliore, martedì 20 luglio nella centralissima piazza del Popolo, l'edizione zero di Orvieto Sound Festival, il nuovissimo evento voluto dal comune di Orvieto, organizzato in collaborazione con Otrlive, con la partnership di Radio Subasio, e con la direzione artistica di Pino Strabioli, orvietano, regista teatrale, attore e conduttore televisivo.

Il taglio del nastro è stato affidato al trionfatore del Festival di Sanremo 2020, con la sua “Fai Rumore”, Antonio Diodato, per tutti Diodato. L'artista nato ad Aosta, originario di Taranto e romano d'adozione, ha incantato Orvieto con i suoi più grandi successi che hanno ripercorso buona parte della sua straordinaria carriera di musicista, dal primo album “E forse sono pazzo”, all'ultimo “Che vita meravigliosa” del 2020 anno della definitiva consacrazione. 

Un concerto intenso, a tratti intimo, un viaggio nel Diodato forse meno conosciuto, sicuramente però non meno amato. Dal palco di Orvieto, Diodato, ha regalato ad una platea numerosissima, attenta e partecipe, attimi di grande musica, sonorità distanti tra loro, e pennellate di vita quotidiana, in un mix di insieme che ha scaldato una piazza del Popolo che finalmente tornava live.

 

Un ritorno alla musica live che per Diodato significa tornare a girare l'Italia, dopo le chiusure, dopo le serate «passate da solo o con pochi amici nella mia casa di Roma», un ritorno che lo sta portando in giro per l'Italia con il tour “Live Estate 2021”: «Per me è tutto tornare nella piazze a fare musica – ha detto – non so se farei il musicista senza tutto questo; la musica è emozione, è condivisione, supera le lingue, annulla i confini, abbatte le diversità e le distanze. Quando salgo su un palco sono me stesso – ha aggiunto – mi diverto, mi sento vivo, è indispensabile scambiare emozioni con chi è venuto ad ascoltarti».

Ma come è nata questa passione per la musica in Diodato?

«Fortuna ha voluto che quando ero studente si studiasse ancora musica a scuola - racconta in una intervista concessa mentre era in viaggio alla volta di Orvieto - quello è stato il mio primo approccio alla musica. Devo dire però che nella mia famiglia la musica c'era sempre stata, grazie ai miei genitori e a mio zio. La musica è stata sempre presente nella mia vita, anche se all'inizio mi ci sono avvicinato un po' per gioco. Ho suonato per i vicini di casa, ai compleanni, a scuola. La musica per me era un mezzo per parlare agli altri, per comunicare».

Il 2020, annus horribilis per l'intero pianeta è stato invece per Diodato l'anno della consacrazione...

«Si, un anno terribile per tutti, che per me è stato un anno straordinario. La vittoria di Sanremo ha fatto in modo in pratica che la mia musica viaggiasse da sola, del resto io, come tutti, non potevo muovermi, ma il sapere che comunque la mia musica mi muoveva, ecco mi ha emozionato tantissimo».

E Orvieto, qual è il legame con questa città?

«Orvieto, in pratica mi ha portato fortuna. Era il 2013, stavo lavorando al mio primo album e un giorno capitai per caso a Orvieto, me ne innamorai subito, adoro passeggiare nei vicoli. E così arrivai in un vicolo dove c'era una insegna con scritto "Dischi", era l'insegna di un negozio chiuso però. Così chi era con me mi fece una foto sotto quella insegna e quando fu il momento di scegliere la copertina di "E forse sono pazzo" pensai alla crisi della musica e a quel negozio di musica chiuso e così mi dissi che quella foto doveva essere la mia copertina. Solo molto dopo mi spiegarono che il negozio in questione era un pezzo di storia della città, dove la signora Irma aveva diffuso musica a generazioni di orvietani, con i dischi che lì vendeva. E poco tempo fa mi è stato raccontato che l'insegna è stata messa all'asta e il ricavato donato all'Ospedale cittadino».

E la città di Orvieto non poteva fare una sopresa a Diodato, se non altro per ringraziarlo di questa scelta che ha portato via Carini e il negozio della signora Irma sulla copertina del suo primo album. Così alla fine del concerto di Orvieto, gli è stata portata sul palco lei, l'insegna! Quella originale! E Diodato la presa in braccio visibilmente commosso e contento. 

«Grazie Orvieto - ha poi postato sui social a corredo della foto - mi hai portato su, fino a toccare con mano ciò da cui tutto è partito».

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