Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

De Rebotti, Anci: «Crisi delle edicole
e uffici stampa al centro
del prossimo direttivo dell'associazione»

De Rebotti, Anci: «Crisi delle edicole e uffici stampa al centro del prossimo direttivo dell'associazione»
di Vanna Ugolini
2 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Gennaio 2020, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 12:36

Francesco De Rebotti, presidente Anci Umbria. La crisi delle edicole è in atto ormai da anni, eppure i chioschi sono presidio del territorio oltre che dell'informazione. In Toscana e in altre realtà è già stata presa la decisione di non far pagare loro la Tari, la nuova legge sull'editoria punta al loro sostegno. Come sindaci dei Comuni umbri pensate di prendere decisioni che sostengano le edicole?
«Ci stiamo ragionando, spinti anche dalle osservazioni dell'Ordine dei giornalisti e il tema sarà al centro del prossimo direttivo Anci. Qualunque decisione verrà comunque presa in accordo con il presidente dell'Ordine».
Per quanto riguarda invece il tema dell'informazione e della comunicazione, sono tantissimi i Comuni che non hanno un ufficio stampa o che non usano giornalisti nei loro uffici stampa. Non crede che sia il caso di inserire figure professionali o qualificate nelle istituzioni?
«Certamente sì, ma il problema resta quello dei costi. I piccoli Comuni non possono permettersi nuovi costi. Io stesso, per dare un segnale, faccio da solo, senza ufficio stampa, e, invece, ne avrei un estremo bisogno».
Quando lei è ammalato non credo si rivolga a uno qualunque o a un medico senza laurea. Non crede sia importante sia per la trasparenza dell'ente sia per la sua promozione, una presenza qualificata?
«Riconosco la fondamentale importanza dell'informazione di qualità, fatta da professionisti del settore. La strada da intraprendere potrebbe essere quella dell'aggregazione di più Comuni che fanno riferimento a un professionista. Sto pensando ad esempio, alla divisione del territorio in dodici ambiti sociali. Potrebbe essere quella la base su cui costruire un sistema di comunicazione del territorio che venga fatto da professionisti del settore. Ripeto, il tema sarà al centro del prossimo direttivo dell'Anci. Poi faremo sicuramente un confronto col presidente dell'Ordine».
Magari allargando anche alle società partecipate a capitale pubblico o misto. Anche lì o gli uffici stampa non ci sono o sono fatti da dipendenti interni senza qualifica professionale.
«Per quelle a capitale pubblico è più semplice. Per le altre bisogna, anche lì trovare la formula migliore. Ma ne abbiamo intenzione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA