Dalla domus romana di Trevi affiora un mosaico monumentale: «Potrebbe essere la nascita di Venere»

Dalla domus romana di Trevi affiora un mosaico monumentale: «Potrebbe essere la nascita di Venere»
di Giovanni Camirri
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Domenica 5 Agosto 2018, 14:33

TREVI - «Grandi scoperte a Pietrarossa! La domus restituisce un altro mosaico monumentale». Ad annunciarlo, con una giusta punta di orgoglio e di soddisfazione è il sindaco di Trevi Bernardino Sperandio. La novità è un terzo ambiente della domus scoperta a Pietrarossa, limitrofo ai primi due già individuati. «Quel mosaico monumentale – dice ancora il primo cittadino – rappresenta una scena di marina e, probabilmente, acconta la nascita di Venere»”. E quanto si sta man mano scoprendo a Trevi potrebbe essere una nuova Pompei dell'Umbria. Perché ciò che è emerso dai meandri della storia, antichissima, già durante la prima campagna di scavo archeologico nel sito di Santa Maria di Pietrarossa a Trevi, ha tutti i tratti dell'eccezionalità. Dalla terra è stata portata alla luce una domus romana e una bottega artigiana. Le indagini conoscitive sono state curate dall'associazione culturale Umbria Archeologica su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali, in accordo con l'Università di Perugia e con la Soprintendenza ai beni archeologici dell'Umbria con la dottoressa Maria Laura Manca (ispettrice di zona), sotto la direzione scientifica della professoressa Donatella Scortecci (docente di archeologia cristiana e medievale all'Università di Perugia). E da quella prima campagna di scavo molto è stato fatto. Dopo i primi due ambienti è stato portato alla luce il terzo. Che ha regalato alla collettività uno splendido mosaico monumentale. «E' stata condotta – ricorda il sindaco Sperandio – una campagna di scavo di un mese. Una campagna eccezionale che ha portato all'individuazione di una terza sala, attigua alle altre già individuate che è caratterizzata, tra le altre cose, appunto dal mosaico monumentale che propone una scena di marina che potrebbe essere la nascita di Venere».

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