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Contagiati durante la crociera a Dubai, l'odissea di due coppie ternane: «Bloccati sulla nave covid anche se la quarantena è finita»

Contagiati durante la crociera a Dubai, l'odissea di due coppie ternane: «Bloccati sulla nave covid anche se la quarantena è finita»
di Nicoletta Gigli
4 Minuti di Lettura
Domenica 9 Gennaio 2022, 18:50 - Ultimo aggiornamento: 19:22

TERNI - “Abbiamo finito sabato i dieci giorni di quarantena e, come prevede la legge locale, dovremmo essere fuori da qui. E invece si rifiutano di farci uscire dalla nave covid perché non vogliono conteggiare i primi due giorni da positivi nella nave da crociera”.

Valentina e Federico e Giulia e Simon sono ancora a bordo del covid hotel “Queen Elizabeth 2”, a Dubai. Un’odissea quella vissuta due coppie ternane che durante la crociera di Natale sono risultate positive al covid e sistemate in strutture a dir poco fatiscenti, che pare non avere fine.

Per loro quella di sabato è stata un’altra giornata da dimenticare. “In cabina sono arrivati tre infermieri per fare il tampone a Federico  ma si sono rifiutati di farlo a me in quanto non risultavo in lista - racconta Valentina. Dopo aver chiamato il consolato e gli organizzatori della crociera, sono tornati per sottopormi al tampone anche se non avevano l’etichetta in quanto non ero in lista. Spero solo che arrivino i risultati giusti”.

Federico Lupattelli e sua moglie Valentina Fogliano, ternani, sono dal 31 dicembre in “reclusione” forzata a Dubai, in una cabina della nave-hotel dove sono stati trasferiti dopo la positività di entrambi al covid. Non avrebbero mai immaginato che quella vacanza in crociera insieme ad una coppia di amici ternani, Simon Guidi e Giulia Tiezzi, partita il 25 dicembre da Dubai, si sarebbe trasformata in un incubo.

“Purtroppo non possiamo fare previsioni sul rientro a Terni dei quattro ragazzi abbandonati nella nave quarantena a Dubai. Ci stiamo muovendo anche con ambasciate e consolati per vedere come poterli tutelare e se non avremo riscontri ci muoveremo in altro modo” dice l’avvocata Silvia Bartollini, che si sta occupando del destino delle due coppie ternane.

“Sono molto provati e in preda all’angoscia - dice il legale - anche per le scene immortalate in un video. Immagini che mostrano l’uscita dalla “Queen Elizabeth 2” di una persona deceduta portata via con una barella chiusa”.

L’incubo, come racconta Federico, inizia dopo l’esito di un tampone: “I primi due giorni dopo il tampone positivo mio e di mia moglie siamo stati sistemati in una cabina col balcone e tutto sembrava abbastanza tranquillo ma il peggio doveva ancora venire. Il 31 - racconta Federico - ci comunicano che ci avrebbero trasferito in un’altra nave attrezzata per i pazienti covid”.

Con loro sono costretti a cambiare nave anche gli amici in quanto contatti di Federico e Valentina: Giulia, che diventa positiva nella nave quarantena, e Simon.

Da Terni nei giorni scorsi è partita la class action per tutelare le due coppie ternane e gli altri giovani italiani che, durante la crociera di Natale a Dubai, sono risultati positivi al covid e stanno vivendo giorni da dimenticare.

“Mi hanno contattato diverse persone che, come Federico, Valentina, Giulia e Simon, a Dubai stanno vivendo ore terribili dopo la positività al covid durante la crociera - conferma l'avvocato Bartollini. Mi chiedono di intervenire su un’emergenza comune a tanti altri italiani che erano sulla nave. Un problema confermato dalle istituzioni con cui sono in contatto, dal consolato alla prefettura di Terni, che sono consapevoli della grande difficoltà che stanno vivendo questi ragazzi e si sono messe a disposizione per seguire la vicenda. Faremo un’azione comune e chiederemo cifre importanti per un danno significativo - dice - questi ragazzi dovranno superare i traumi e sarà necessario un supporto psicologico adeguato”.

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