Screening, test salivari in scuole campione. Mencacci: «Pronti a partire in tutta l'Umbria, ma vanno definiti i dettagli operativi»

Screening, test salivari in scuole campione. Mencacci: «Pronti a partire in tutta l'Umbria, ma vanno definiti i dettagli operativi»
di Fabio Nucci
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Martedì 21 Settembre 2021, 07:15

PERUGIA È partito con 102 iniezioni il nuovo step della campagna vaccinale che da ieri ha avviato la somministrazione della cosiddetta “dose aggiuntiva” negli ospedali regionali e territoriali. Un percorso che porterà circa 15mila soggetti vulnerabili a ricevere la terza somministrazione. Iniettato per la maggior parte farmaco Pfizer con iniezioni anche a under 40. La lotta al virus passa anche dai test salivari che la Regione si prepara ad eseguire in scuole campione: oggi la riunione operativa per definire gli ultimi dettagli.
Come annunciato, i punti vaccinali ospedalieri dell’Umbria ieri hanno dato il via alla somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid. Nei due ospedali regionali ne sono state iniettate 48, 28 a Perugia, 20 a Terni ma in campo ci sono anche le strutture gestite dalle due Asl. Nella Usl Umbria 2, 18 somministrazioni a Spoleto, 12 a Foligno, 6 a Orvieto; nella Usl Umbria 1, seconda fase della profilassi a 18 pazienti, sei ciascuno a Città di Castello, Branca e Pantalla. In questa prima giornata sono stati trattati soprattutto pazienti dializzati od oncologici, secondo un’organizzazione gestita dai punti vaccinali ospedalieri, in relazione al percorso di cura. Al Santa Maria di Terni, ad esempio, si sta procedendo con pazienti in dialisi, poi con quelli in carico a oncologia e oncoematologia; al Santa Maria della Misericordia di Perugia, le prime somministrazioni aggiuntive sono andate a pazienti di oncologia, ematologia e nefrologia. Per ora, la terza dose interessa una platea di 15mila assistiti vulnerabili, inclusi i trapiantati, che abbiano ultimato il ciclo primario da almeno 28 giorni. Le prime 53 terze dosi iniettate, secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero, erano Pfizer somministrate in prevalenza ad assistiti della fascia 60-79 anni (37), 5 a under 40, compreso un ventenne.
La lotta autunnale al virus prosegue anche attraverso lo screening e una delle nuove frontiere è rappresentata dai test salivari. L’Umbria, infatti, è tra le prime regioni pronte a partire. «Le provette per la raccolta sono già disponibili – fa sapere Antonella Mencacci, direttore della scuola di specializzazione in Microbiologia dell’Università di Perugia e direttore del laboratorio del Santa Maria della Misericordia – e a breve partiremo in tutta l’Umbria con scuole campione. Si tratta di organizzare l’aspetto informatico relativo ad etichettature e barcode e la trasmissione ai e dai laboratori. Aspetti per definire i quali abbiamo una riunione organizzativa il 21 settembre».
Una forma di screening, quella col test salivare, da non confondere con l’antigenico rapido. «Spesso in farmacia ci viene chiesto perché il tampone nasale non può essere salivare», spiega Silvia Pagliacci, presidente provinciale Federfarma Perugia. «Va ricordato che il virus si annida nelle vie aeree e nella saliva risulta molto più diluito: se andiamo a prendere un campione dalla bocca, non troviamo una concentrazione di antigene sufficiente. I tamponi coi quali viene prelevata la saliva processati col sistema degli antigenici rapidi non sarebbero accurati. Il test salivare è invece molto più accurato se, prelevato il campione, si va a cercare il materiale genetico del virus e si processa come un molecolare, ma va portato in un laboratorio di analisi». Un passaggio che potrebbe coinvolgere anche le farmacie. «Al riguardo c’è una campagna nazionale del Ministero – aggiunge la dottoressa Pagliacci - e l’Umbria è una delle prime regioni col piano già pronto per raccogliere tamponi salivari su scuole campione poi fatti analizzare in laboratorio, andando a cercare l’Rna del virus. La raccolta del campione la può fare la farmacia, ma per ora non ci è stato chiesto, essendo competenza della Prevenzione che si reca direttamente nelle scuole. Se ce lo dovessero chiedere, bisognerà prevedere un sistema di raccordo anche tra noi e i laboratori».
Intanto, la curva epidemica continua a flettere con la media mobile dei contagi settimanali scesa sotto settanta. Domenica come tutti i festivi, un numero ridotto di tamponi, circa 1.700 (500 molecolari), ha restituito 12 nuovi contagi. Si contano poi 55 guariti e una nuova vittima, con gli attualmente positivi scesi 1.138 (-44). Stabili a 46 i degenti ordinari, c’è un paziente in meno in intensiva dove figurano 5 posti letto occupati.

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