CORONAVIRUS

Covid, l'allarme degli esperti: «Con gli spostamenti pre natalizi la curva epidemica in Umbria ha ripreso a crescere»

Giovedì 14 Gennaio 2021

PERUGIA - Sono 210 i nuovi positivi ma anche 189 guariti, due morti, 328 persone attualmente ricoverate (di cui 51 in terapia intensiva), quasi 290 persone in isolamento e 390 che hanno fatto il percorso inverso: questi i dati aggiornati al 14 gennaio sull’andamento del covid in Umbria.

La curva epidemica in Umbria ha ripreso a crescere dopo due-tre settimane dall’aumento degli spostamenti nel periodo prenatalizio. Spostamenti tracciati da Google per l’intera regione e che mostrano complessivamente «un discreto movimento della popolazione verso luoghi di tempo libero soprattutto nel periodo prenatalizio e poi residenziale nei giorni di festa».

Ad evidenziarlo sono stati il professor Fabrizio Stracci, la dottoressa Carla Bietta e il dottor Mauro Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale durante il consueto briefing settimanale sull’andamento dell’emergenza sanitaria. Monitorando la curva i rappresentanti del Nucleo rilevano l’inizio dell’aumento dei casi di positività a distanza di 14 giorni dal momento degli allentamenti delle misure restrittive prima delle festività natalizie, coincidente con la data dell’8 dicembre «quando le persone hanno allentato mentalmente» ha commentato Cristofori. «Dopo un curva con una bella discesa fino a verso il 20 dicembre - ha spiegato ancora Cristofori - l’andamento degli attualmente positivi ha visto una risalita, non imponente come la prima fase, ma che ora si è fermata e cominciano ad essere più le persone che si ammalano di quelle che guariscono». «I dati sugli spostamenti messi in relazione con la curva - ha spiegato il professor Stracci - ci danno la spiegazione che sotto le feste, quindi con l’allentamento delle restrizioni, è stata registrata una mobilità all’esterno, magari anche legata agli acquisti, mentre invece la mobilità nei festivi è stata perlopiù residenziale e quindi legata alle visite ai parenti. Speriamo - ha concluso Stracci - che queste riunioni non portino a un trascinamento dei contatti intrafamiliari e l’auspicio è che, con la fine delle feste e con le nuove misure di contenimento, si possa riportare la curva del contagio sotto controllo». In merito all’incidenza settimanale di casi positivi per 100 mila abitanti, il Nucleo ha evidenziato che dal primo ottobre scorso la salita repentina aveva fatto arrivare i casi fino a 453. 

Poi in Umbria si è iniziato a scendere fino ad arrivare a 94: «Ora in due settimane siamo risaliti a 167 casi» ha sottolineato Bietta. Nel dettaglio per fasce di età, tutte seguono l’andamento generico della curva ma con la fascia degli ultra 85enni che aumenta un pò di più, specialmente per i maschi, «anche se i numeri sono molto piccoli» ha commentato Cristofori. Presentano un «leggero rialzo», come la media regionale, anche tutte le classi di età scolastica. L’indice del rapporto tra numero di positivi e tamponi fatti «rimane comunque al di sotto di 10» (8,51%). I ricoveri ordinari iniziano ad avere un incremento «seppur non importante» dal 23 dicembre. La curva epidemica per i ricoveri di terapia intensiva vede anche qui incremento ma più tardi, intorno al 26 dicembre.

L’andamento dei decessi, in diminuzione fino al 4 gennaio, «è ora in lieve aumento ma non ci può sbilanciare ancora perché ancora impercettibile». Da uno studio dell’associazione italiana di epidemiologia, che ha confrontato le regioni italiane e a cui il Nucleo epidemiologico umbro ha aderito, emerge che le regioni che hanno piegato più la curva epidemica sono state quelle in «zona rossa». Con una eccezione che riguarda proprio l’Umbria, come ha spiegato infine Cristofori: «L’unica regione che ha piegato la curva come quelle in ‘zona rossà è stata la nostra. Possiamo spiegarlo anche perché i provvedimenti restrittivi presi rispetto alle scuole e ai centri commerciali, ad esempio, hanno prodotto effetti di una mini zona rossa».

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