Covid, in Umbria nuovo picco di contagi. I numeri che mettono in allerta e lo strano caso Foligno-Trevi-Bevagna

Covid, in Umbria nuovo picco di contagi. I numeri che mettono in allerta e lo strano caso Foligno-Trevi-Bevagna
di Egle Priolo
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Giovedì 9 Dicembre 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 09:05

PERUGIA - Il Covid in Umbria fa segnare ancora un picco di contagi giornalieri: 179, in base ai dati della Regione aggiornati ai ieri, con 49 ricoverati (uno in più di martedì), di cui sette in terapia intensiva (uno in meno).

Nell’ultimo giorno considerato dalla dashboard, non sono stati registrati nuovi decessi, ma gli attualmente positivi sfiorano quota duemila: sono 1.979, 18 in più, nonostante i 161 guariti. E se sale il tasso di positività (1,65 ieri contro l’1,01 del giorno precedente) sugli oltre diecimila tamponi processati, anche l’incidenza torna di nuovo sopra quota 100, con un balzo nella provincia di Terni. Sono adesso 11 i comuni con più di 200 casi ogni 100mila abitanti: tra cui Assisi, Spoleto e Amelia (dove si contano 31 contagi), in salita anche Foligno e Gualdo Tadino. Analizzando i dati, la curva ha superato il picco di agosto: i 906 casi settimanali sono ora 924. Ma anche confrontando la situazione a un anno fa, la situazione è di allerta: l’8 dicembre 2020 i casi giornalieri furono 135, ieri appunto 179. Ma i ricoverati l’anno scorso erano sette volte di più: 376 contro i 49 di ieri, con 57 pazienti in terapia intensiva e un totale di quasi seimila positivi. 

L’ESPERTO 
Ma secondo il fisico sperimentale dell’Università degli studi di Perugia Luca Gammaitoni, la curva del contagio in Umbria ha ora «raggiunto il suo massimo» e «si appresta a declinare, come sempre accade». «I modelli dicono – ha però sottolineato all’Ansa - che negli ultimi giorni si è innescato un processo nuovo, caratterizzato «da una localizzazione che per ora riguarda solo la zona di Foligno-Trevi-Bevagna, mentre il resto della regione rimane sostanzialmente in linea con il processo in corso, con numeri buoni rispetto al resto dell’Italia». Cosa succederà? «Dipende - sostiene Gammaitoni - da quello che accade in quella zona. Se i fenomeni di crescita improvvisa dei contagi sono dovuti a fatti localizzati e circoscrivibili facilmente, allora questo nuovo processo si esaurirà presto e continueremo verso una progressiva riduzione dei contagi con un Natale sereno e sicuro. Altrimenti dovremo rassegnarci a vedere una crescita rapida, simile a quella del resto dell’Italia con possibili conseguenze restrittive».
A proposito di restrizioni, dopo Bevagna e Nocera, proprio a Foligno il sindaco Stefano Zuccarini ha predisposto un’ordinanza che prevede l’utilizzo della mascherina anche all’aperto, da oggi al 9 gennaio. Obbligo previsto nei luoghi all’aperto, ricompresi all’interno delle “Mura Urbiche” «anche quando è possibile il distanziamento interpersonale e non si configurano assembramenti di persone».

I VACCINI 
Riguardo le vaccinazioni, si è registrato il dato settimanale più alto nell’ultimo mese, con 3.425 nuovi vaccinati settimanali, il 77% in più rispetto a tre settimane fa. Nella giornata di martedì ci sono state 7mila somministrazioni, 6.100 circa di terze dosi. 

I CONTROLLI 
Su 969 passeggeri sottoposti a controllo del green pass lunedì – primo giorno dell’introduzione della certificazione “super” - prima di salire sui mezzi pubblici, solo 16 sono state trovate sprovviste di certificazione valida e non hanno potuto avere accesso a bordo. Il giorno dopo, sono stati 21: quindi in tutto 37 su quasi duemila passeggeri controllati. Nella sola provincia di Perugia, secondo i dati della prefettura, martedì sono state controllate 2.217 persone, con quattro sanzioni per mancanza di green pass nei luoghi in cui è obbligatorio. In 51 sono state multati per la mancanza di mascherina, mentre 8 titolari sono stati sanzionati tra le 432 attività controllare. A Perugia, invece, la polizia locale in centro ha controllato 11 locali e 57 persone, elevando sanzioni a un dipendente e a un datore di lavoro. 

LA RIUNIONE
Si è riunito il Coordinamento regionale delle professioni sanitarie composto da tutti i presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie dell’Umbria. Tra i temi affrontati, l'obbligo vaccinale e il ruolo degli Ordini come «unici titolari del processo di accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari». I presidenti hanno poi sentito la necessità di condividere «una strategia comune al fine di offrire il proprio contributo alla stesura del Piano sanitario, con l’obiettivo del miglioramento e del mantenimento dei servizi offerti ai cittadini , che necessitano di sempre nuovi e capillari bisogni sanitari, attraverso la rete e la valorizzazione degli oltre 20000 professionisti sanitari rappresentati».

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