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Covid, in Umbria evitate duemila morti grazie al vaccino

Covid, in Umbria evitate duemila morti grazie al vaccino
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Lunedì 2 Maggio 2022, 06:28

PERUGIA Dopo la mini impennata dei giorni scorsi, la curva epidemica regionale si sta di nuovo raffreddando e dopo dieci giorni la media mobile dei casi giornalieri (su base settimanale) è tornata sotto quota mille. Intanto, dal report Iss su contagi e vaccinazioni, emerge che in Umbria, grazie alla profilassi, nell’ultimo anno sono stati evitati quasi 2mila decessi, col tasso di mortalità atteso, triplo rispetto a quello osservato.
Gli open data governativi aggiornati al pomeriggio di ieri, indicano che in Umbria quasi il 90% degli over 5 ha completato il ciclo vaccinale primario o è in attesa della seconda dose. Nell’ultima settimana si sono mosse anche le cifre delle dosi addizionali, con 1.816 terze dosi oltre 2mila booster aggiuntivi somministrati. Tra il 23 e il 30 aprile, inoltre, si contano anche 201 ritardatari della profilassi: assistiti che per la prima volta hanno varcato la soglia di un punto vaccinale. L’impatto della campagna vaccinale è stato analizzato dettagliatamente dall’Istituto superiore della sanità (Iss) che nel report pubblicato alcuni giorni fa ha stimato regione per regione l’effetto dell’immunizzazione sulla popolazione e sulle (peggiori) conseguenze possibili che il SarsCov2 avrebbe potuto causare. Lo studio, infatti, ha inteso stimare il numero di “eventi” (infezione sintomatica o asintomatica o ricovero in qualsiasi reparto o in terapia intensiva o decesso associati a SARS-CoV-2) evitati direttamente dalla vaccinazione anti-Covid da gennaio 2021 a fine gennaio 2022. Per l’Umbria il rapporto indica che in un anno sono stati evitati 122.752 contagi, con l’incidenza per 100mila abitanti attesa che sarebbe stata doppia rispetto al tasso di incidenza osservato, pari a 14.976. Grazie alla vaccinazione, inoltre, sono state evitate 8.034 ricoveri ordinari (4.174 quelle osservate), col tasso di ospedalizzazione atteso pari a 1.547 degenti per 100mila abitanti, contro i 529 osservati. In 744, invece, hanno evitato la terapia intensiva (521 i ricoveri critici rilevati), col tasso di ricovero in rianimazione atteso pari a 160 contro il 66 osservato. Quanto ai decessi, invece, la vaccinazione completa ha salvato 1.905 persone (804 i casi letali osservati) col tasso di mortalità passato da 343 a 102 morti per 100mila abitanti, decimo dato più alto d’Italia.
Venendo al bollettino quotidiano, la curva epidemica è tornata a flettere: tra venerdì e sabato mattina, infatti, sono stati certificati 978 nuovi contagi a fronte di un numero crescente di tamponi, 6.053 tra molecolari e antigenici. Ne consegue un tasso di positività in calo dal 19,3 al 16,2%, con la media mobile (su base settimanale) tornata sotto il 18% (17,8%). In calo sia l’incidenza settimanale che la media mobile scese, rispettivamente, a 798,3 casi per 100mila abitanti e 986,4 casi medi giornalieri.
Non sono stati registrati nuovi morti, tre quelli registrati negli ultimi sette giorni. Si sta ridimensionando, seppur tra dati che restano altalenanti, la situazione nell’area medica degli ospedali regionali. Nell’ultima giornata si registra un saldo dimissioni/ingressi negativo di 4 unità, con un totale di 205 pazienti ordinari e una saturazione scesa al 30,4%. Secondo quanto comunicato dalla Regione, non risultano pazienti di Ostetricia e Pediatria ricoverati in area medica dove invece rimangono 54 degenti entrati in ospedale per altre patologie ma trasferiti in reparti Covid in quanto trovati poi positivi al virus. Stabile da quattro giorni la situazione in rianimazione con sempre 4 posti letto occupati (3,1%).

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