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Covid, contagi e ricoveri in risalita: l'Umbria torna a rischio alto

Covid, contagi e ricoveri in risalita: l'Umbria torna a rischio alto
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Sabato 2 Luglio 2022, 07:59 - Ultimo aggiornamento: 08:02

PERUGIA Al termine di una settimana caratterizzata da una brusca risalita dei contagi, l’Umbria torna ai vertici nazionali per diffusione del virus, tra le otto regioni classificate a rischio alto, con elevata probabilità di progressione. È l’esito dell’ultima pagella del Ministero rispetto all’evoluzione dell’epidemia. Nella regione, infatti, continuano a crescere positivi e ricoveri ordinari, con la situazione tornata indietro di due mesi e mezzo.
Il report del monitoraggio settimanale Covid-19 per il periodo 20-26 giugno indica per l’Umbria oltre 9.600 casi in 14 giorni, la metà dei quali riferiti a nuove catene epidemiche. L’indice Rt è fissato a quota 0,91, in calo da 1,16 della scorsa settimana. Per la regione è stata indicata una classificazione del rischio “alta”, con elevata probabilità di progressione e due allerte relative alla resilienza dei servizi territoriali. La prima riguarda l’aumento del tasso di positività dei tamponi, escluso il retesting, che in una settimana è passato dal 32 al 41%. L’altra allerta riguarda il totale risorse umane riservate a tali servizi che con un rapporto di 0,5 per 10mila, è considerato sotto-soglia. Al 91,1% i casi con indagine epidemiologica, mentre la capacità di monitoraggio, letta attraverso la percentuale dei casi notificati, è scesa al 62,9%. Resta minima, anche per l’assenza di tracciamento, con l’isolamento che al momento riguarda in pratica solo i positivi, la quota di focolai, tre quelli indicati, rispetto all’unico della settimana precedente. Quanto agli indicatori decisionali, in 14 giorni, l’incidenza settimanale è passata da 370,8 a 560,9 fino a 898,7 casi per 100mila abitanti calcolato al 30 giugno, quarto dato più alto d’Italia dopo Lazio (929,6), Veneto (927,3) e Sardegna (922,7). Altro primato nazionale, l’occupazione dei posti letto di area medica da parte di pazienti Covid, dato pari l 25,7%: alle spalle ci sono Sicilia (22%) e Calabria (18,7%). Resta invece contenuta l’incidenza di pazienti Covid sul totale dei posti letto di terapia intensiva disponibili nella regione, al 3,9%.
I dati dell’ultimo bollettino accentuano tali tendenze, considerando la costante risalita della curva epidemica, col mese di giugno che si è chiuso con una media giornaliera di 673 nuovi casi, in netta risalita rispetto a maggio (575,7). Tra giovedì e venerdì mattina sono stati censiti altri 1.511 contagi, 8.260 nell’ultima settimana, con l’incidenza settimanale che si sta riavvicinando a mille (955,5 casi per 100mila abitanti), come il 12 aprile. I nuovi positivi sono emersi a fronte di 4.514 tamponi, con un tasso di positività che per il terzo giorno consecutivo si mantiene sopra il 30% (33,5%), con la media mobile (su dati settimanali) al 30,9%. Questo nonostante la ripresa del testing, con quasi settemila tamponi in più in una settimana (+35%). Parallelamente, il totale settimanale dei nuovi positivi è però cresciuto di 3.100 unità, con un balzo del 60%. Col ritmo di guarigioni ridotto, 727 quelle segnalate nell’ultimo bollettino, ne consegue una veloce risalita degli attualmente positivi ora 14.665.
Continua a crescere anche il numero degli ospedalizzati, con 175 positivi ricoverati in area medica, cinque in più rispetto al giorno precedente, con la percentuale di posti letto di reparti ordinari salita al 26,4%. Resta consistente la presenza di degenti positivi, ma in ospedale non causa Covid: 5 tra gestanti e neonati, 45 afferenti ad altri reparti non critici. Nelle terapie intensive sono ospitati 5 pazienti, numero stabile rispetto al giorno precedente, con appena 4 ingressi nella settimana. Altro elemento incoraggiante, l’assenza di casi letali, zero nell’ultima settimana, due in 14 giorni. Ma su tale aspetto, pende la fisiologica latenza della letalità rispetto all’esplosione di nuovi picchi epidemici.

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