Covid, contagi oltre il picco ma ci sono 7 morti e risalgono i ricoveri

Covid, contagi oltre il picco ma ci sono 7 morti e risalgono i ricoveri
di Fabio Nucci
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 07:26

L’epidemia in Umbria continua ad allentare la presa, almeno a livello di contagi giornalieri, ma a spese di dati ospedalieri ancora altalenanti. E ieri c’è stato un improvviso balzo dei morti Covid, sette in un giorno, il dato più alto dall’otto febbraio. Per il fisico sperimentale dell’UniPg, Luca Gammaitoni, la curva dei contagi giornalieri sta comunque superando il picco.
Nonostante la lieve risalita, i 2.180 nuovi contagi certificati nell’ultimo bollettino della Regione indicano una curva epidemica in fase discendente.

Un trend confermato dalla media mobile settimanale, scesa a 1.712, e dall’incidenza, tornata sotto la soglia dei 1.400 casi per 100mila abitanti: 1.385,5 ai livelli di due settimane fa. Questo mentre a livello nazionale si avverte una tendenza inversa, con lo stesso dato che una settimana fa era la metà di quello umbro e che ora cresce giorno dopo giorno e ieri era pari a 846. Gli 11.985 contagi scoperti negli ultimi sette giorni, indicano inoltre una contrazione del 16% rispetto al totale registrato nella settimana precedente, mentre a livello nazionale la curva segna una fase di stabilità (+0,3%). «Come anticipato giorni addietro, la curva dei nuovi contagi giornalieri in Umbria ha oramai raggiunto il massimo ed è cominciata a diminuire», rileva il professor Gammaitoni, sulla scorta dei modelli matematici utilizzati per studiare l’andamento dell’epidemia. «È un ottimo segno che si rifletterà presto anche sulla curva degli ospedalizzati», aggiunge. «Gli osservatori più attenti – con riferimento al quadro regionale letto tramite le sue analisi - avranno notato che da parecchie settimane non abbiamo più presentato i dati degli attualmente positivi (ancora elevati), poiché in questa fase dell’epidemia il dato più rilevante è chiaramente rappresentato dagli ospedalizzati che va seguito con attenzione mentre il numero degli attualmente positivi ha poca rilevanza, grazie agli ottimi effetti della campagna di vaccinazione». Il docente dell’Università degli studi, quindi indica la strada evocando “prudenza e ottimismo”. «Se non ci saranno fatti nuovi e inattesi (nuove varianti…) a fine aprile potremo guardare a numeri molto più bassi, la coda di un’epidemia che con l’estate speriamo potrà dirsi conclusa».

Anche la curva degli attualmente positivi in ogni caso sta piegando verso il basso e nell’ultima giornata, grazie ai 2.665 guariti, il totale è sceso di 492 unità a 19.479. Gli ultimi dati sui nuovi contagi sono accompagnati anche da un costante contenimento del tasso di positività dei tamponi, la cui media mobile settimanale, in otto giorni è passata dal 19 al 16,6%. Questo in un quadro di testing costante (-4% di tamponi rispetto alla settimana 14-21 marzo).
Tra le note stonate di questo inizio primavera, l’improvviso rialzo dei decessi, compatibile tuttavia con la fiammata di inizio marzo dei nuovi positivi. Tra lunedì e martedì mattina sono stati segnalati sette casi letali che portano a 21 il totale settimanale, come a inizio mese. Parallelamente, stenta a ridimensionarsi il totale dei degenti ordinari: dai 130 del 6 marzo, in 22 giorni si è arrivati a 216 pazienti ricoverati in area medica, con quattro posti letto in più nell’ultima giornata. Un dato che segue un andamento generalizzato in Italia come rileva il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Tanto che la media nazionale è tornata sopra la soglia del 15% e a livello regionale, col 34% di posti letto occupati da pazienti Covid, l’Umbria presenta il secondo dato più alto in Italia, dietro quello della Calabria. Come rilevato nel bollettino della Protezione civile, dei pazienti non critici, con i quattro di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria, ne risultano ben 30 che appartengono a codici di disciplina “non Covid”. Si tratta, cioè, di pazienti ricoverati per altre patologie e asintomatici al virus. Restano sotto controllo, invece, le ospedalizzazioni critiche: 4 i posti letto di terapia intensiva occupati, pari a una saturazione del 3,1%, soglia che da otto giorni non viene oltrepassata.

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