Covid, curva più stabile ma circolazione virale ancora elevata. Impennata di contagi tra i bimbi della scuola primaria

Covid, curva più stabile ma circolazione virale ancora elevata. Impennata di contagi tra i bimbi della scuola primaria
di Fabio Nucci
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Sabato 30 Ottobre 2021, 08:56 - Ultimo aggiornamento: 11:37

PERUGIA Dopo il mini-picco di due giorni fa la curva epidemica regionale sembra aver ritrovato una sua stabilità pur con oltre 460 casi settimanali. Lo conferma il report settimanale del Nucleo epidemiologico regionale che valuta un’incidenza regionale di 54 casi per 100mila abitanti (dopo che si era toccata quota 60) col dato più alto in Valnerina. Contagi in salita in tutte le età, fatta eccezione per le fasce 3-5 anni e over 90, con la concentrazione maggiore tra i bimbi di primaria. «Contro la ripresa autunnale dei contagi, la vaccinazione resta l’unica arma - ricorda l’assessore alla Salute, Luca Coletto - l’unico strumento anche per evitare gravi conseguenze in coloro che contraggono il virus». Dalla Regione anche un appello a continuare a rispettare le misure di prevenzione.
Segnali distensivi sul recente andamento dell’epidemia in Umbria arrivano dal report del Nucleo regionale. «Dopo un periodo di costante anche se lieve aumento, la curva, come la media mobile a 7 giorni – si legge nello studio - sembrano mostrare un’inversione del trend con una tendenza alla stabilizzazione». Lo studio evidenzia un’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti, al 29 ottobre, pari a 54 casi, in linea col dato medio nazionale, pur con lievi oscillazioni. Anche l’indice di replicazione diagnostica si è ridotto attestandosi ad un valore di 1,19. Quanto alle classi d’età, anche nell’ultima
L’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra, anche in questa settimana, una maggior distribuzione dei casi tra gli under 18, in particolare nella fascia 6-10 anni che presenta un valore intorno a 190, superiore alla media regionale. A livello territoriale, i distretti sanitari che mostrano un’incidenza superiore a 50 sono Terni, Orvieto, Foligno, Assisi e Valnerina dove si contano 211 casi su 100.000 abitanti. Sei le città con numeri da “zona rossa”, con Norcia (incidenza pari a 378) anche Cannara, Bettona, Massa Martana, Fabro, Nocera Umbra e Pietralunga. Ieri su 73 nuovi positivi, 5 sono stati censiti a Montecastrilli, 11 a Terni, 8 a Perugia e a Foligno, città che tra le più grandi presenta l’incidenza più elevata (118). La risalita della curva ha generato solo lievi oscillazioni nell’andamento delle ospedalizzazioni: al 29 ottobre risultavano 41 degenti, 34 in area medica (-1), sette in intensiva, mentre nell’ultima settimana sono tre i decessi registrati. «I dati com’è stato evidenziato nella riunione del Cts regionale – ha spiegato l’assessore alla Salute, Luca Coletto – evidenziano come anche in Umbria si stia assistendo a una ripresa della circolazione virale. L’aumento dei casi positivi da una parte, è dovuto ad un’impennata del numero dei test antigenici rapidi determinata dall’obbligatorietà del Green pass e dall’apertura delle scuole che ha influito sui bambini in età non vaccinabile. Dall’altra, è determinato anche dalla ripresa della vita sociale al chiuso, nonché dalla circolazione dei soggetti non vaccinati unita a un calo di attenzione verso le misure di prevenzione. Uso della mascherina, distanziamento e igiene delle mani, quindi, sono e saranno ancora importantissimi. Lo dimostra il fatto che in questo periodo, al contrario dello scorso anno, si assiste a una recrudescenza della circolazione di virus respiratori che non è stata rilevata con restrizioni elevate». Da tutta la Direzione regionale Salute, quindi, un appello anche in vista dell’imminente ponte autunnale, «a osservare in modo rigoroso le misure anti-Covid, per il benessere della collettività».
A proposito di non vaccinati, il totale di dubbiosi e indecisi è sceso a 103mila soggetti, pari al 13% della popolazione con più di 12 anni. Negli ultimi quattro giorni c’è stata una lieve risalita dei nuovi vaccinati: 1.566 quelli registrati tra lunedì e giovedì. «La vaccinazione comunque – aggiunge Coletto – resta lo strumento fondamentale per combattere la pandemia, ma soprattutto per evitare gravi conseguenze per la salute delle persone che contraggono il virus. Non a caso, tra le persone ricoverate in ospedale, a reagire meglio alle cure sono proprio i vaccinati, pur presentando più patologie pregresse, mentre persone giovani non vaccinate in maniera più prevalente stanno necessitando di cure in terapia intensiva». Stando ai dati aggiornati a giovedì, nella regione il 79% dell’intera popolazione risulta immunizzato con ciclo primario, mentre sono già 36.500 le terze dosi somministrate, quasi 2.700 nell’ultima giornata.

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