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Covid Terni, 30 ore di attesa al Pronto soccorso: morta la nonnina

Covid Terni, 30 ore di attesa al Pronto soccorso: morta la nonnina
di Umberto Giangiuli
3 Minuti di Lettura
Martedì 17 Novembre 2020, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 18:24

Se ne è andata lunedì mattina dopo 7 giorni di ricovero all'ospedale di Terni. Bianca, 90 anni, positiva asintomatica al tampone aveva dovuto attendere più di 30 ore al pronto soccorso prima di avere un vero letto al reparto e venire curata come si deve «anche se - spiega il figlio Alberto Carlini - i medici dell'emergenza non l'hanno lasciata senza cure».

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30 ore sul lettino

Trenta ore su un lettino del pronto soccorso in una sala affollata di malati non è piacevole per nessuno «al punto spiega Alberto che avevamo deciso di riportarla nella casa di riposo dove era ricoverata ma non si è trovata un'ambulanza disponibile per riportarla nella Rsa».

Bianca soffriva anche di altre patologie ma non era così grave. La stessa nota dell'Azienda ospedaliera rispondeva sull'attesa di 30 ore al pronto soccorso «che era meno grave rispetto ad altri pazienti». Ma dopo una settimana di cure Bianca è volata in cielo.

Le persone anziane che arrivano al pronto soccorso vengono trattare in modo diverso dalle altre? «Voglio credere di no riprende il figlio di Bianca - anche se 30 ore sono tante». E continua: «Sia chiaro il personale del pronto soccorso del Santa Maria ha fatto il possibile ma è il sistema sanità che non riesce a dare riposte ai bisogni della gente. Perché rimanere tanto tempo in attesa è una grave ingiustizia. Il nostro nosocomio se è vero che deve far fronte all'epidemia «deve tenere nel dovuto conto - sostiene Daniele Giocondi del Tribunale dei diritti del malato - anche dei malati di altre patologie, alcune gravi».

Il ricovero

Lunedì scorso, al momento dei ricovero della signora Bianca, la situazione al Santa Maria risultava drammatica adesso, sembra, che la pressione nei reparti sia scesa anche se continuano ad arrivare pazienti Covid e malati con altre patologie che hanno bisogno di un posto letto. «Il problema vero spiega un dottore che vuole mantenere l'anonimato che i reparti del Santa Maria sono stati attrezzati per i malati Covid e un cardiopatico o un malato oncologico non trova un posto letto, perché va da se che nel reparto destinato ai malati da virus, pur avendo posti liberi, non possono essere ricoverati malati per altre patologie . Nell'ospedale da campo allestito dalla Croce Rossa, tutto è pronto per poter ospitare i primi pazienti. Resta incomprensibile la scelta di congelare gli ospedali di Narni e Amelia, posti letti vuoti mentre l'ospedale di Terni è pieno.

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"I numeri sono quelli. C'è sì un rallentamento dei ricoveri, ma non è tale da evitare che il sistema sanitario vada fuori controllo. In due settimane, con questo ritmo di crescita, negli ospedali, in molte regioni, ci saranno notevoli problemi.


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