Estremisti, alert dopo Roma: «Simboli e scritte sui muri» a Perugia casi in aumento»

La sede della Cgil di Perugia presidiata dalla polizia
di Michele Milletti
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Martedì 12 Ottobre 2021, 11:23

PERUGIA Parola d’ordine prevenzione. E monitoraggio. Non può essere altrimenti, dopo i fatti di sabato pomeriggio a Roma con l’assalto alla Cgil da parte di esponenti di Forza Nuova. Prevenzione e monitoraggio nei confronti dell’eversione di destra, in questo caso, ma in generale per la possibilità che gli estremisti possano far alzare la tensione di una questione, quella relativa al Green pass e ai vaccini, che già da tempo sta creando molti strascichi e divisioni.
L’alert è partito dal ministero dell’Interno e si estende a tutti i territori, con la questione prevenzione che diventa essenziale. Le Digos sono al lavoro con l’obiettivo di innalzare ulteriormente il livello di attenzione perché, se i fatti di Roma possono essere considerati conseguenza di un’azione organizzata e pianificata, non è possibile escludere a priori che qualche gesto solitario possa provocare tensioni. In una situazione in cui, a quanto si apprende, c’è già un monitoraggio in corso relativo a un aumento di scritte e simboli che rimandano in particolar modo al fascismo e al nazismo trovati in varie zone della città.
L’ESCALATION
Un aumento di casi che ha reso dunque necessaria un’opera di prevenzione per tenere sotto controllo una situazione che in ambiti investigativi non viene definita particolarmente preoccupante, ma di sicuro da «monitorare». L’ultimo caso, qualche settimana fa, con una svastica disegnata con una vernice di color oro all’esterno della scuola Carducci Purgotti nuova. Era stata denunciata da un signore su Facebook, con il Comune che l’ha prontamente cancellata come testimoniato dall’assessore Luca Merli.
Ultimo caso di una serie in poco tempo iniziata poco più di un mese fa quando fu vandalizzata una fontanella dell’acqua, quella nella zona dell’ex carcere femminile, in via Torcoletti. Un cittadino si è imbattuto nel brutto gesto (è raffigurata una impiccagione, con la stella di David appesa) e l’ha segnalato nei social: «Per il centro storico di Perugia gira una feccia dell’umanità che imbratta i muri con questi simboli».
Il tutto a breve distanza dalla comparsa di una scritta, prontamente cancellata da un privato cittadino, sul busto dell’antifascista Guglielmo Miliocchi, collocato presso i giardini Moretti Caselli in viale Indipendenza. Poi, subito dopo, ne venne trovata una seconda lungo l’asse di via dei Priori. Più precisamente nella lapide che ricorda monsignor Luigi Piastrelli, sulla facciata della chiesa di Sant’Agata di cui fu parroco dal 1909 al 1975. La scritta appariva simile alla prima trovata sul busto di Miliocchi, con un pennarello indelebile rosso. Il tutto senza dimenticare a fine agosto la scritta “Impfung macht frei”, ovvero “Il vaccino rende liberi”, in via della Viola, che richiamava la scritta “Il lavoro rende liberi” che i nazisti mettevano all’ingresso dei campi di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tutte questioni che vanno a incrociarsi con quella ancora più grande, a livello cittadino, dei fasci restaurati al Mercato Coperto che hanno creato a continuano a creare molte discussioni. Elementi che gli investigatori della Digos, diretti da Gianfranco Leva, tengono sotto controlli.
I CONTROLLI
Alert più simboli, scattano i controlli. E così, dopo i presidi tra sabato e domenica alle sedi Cgil di Perugia e provincia, ieri mattina una pattuglia della polizia ha presidiato l’esterno della Cgil perugina. Nessuna situazione particolarmente difficile, ma una necessaria opera di controllo proprio visto quanto accaduto nel pomeriggio di sabato a Roma. Controlli che come detto vengono considerati necessari in un’ottica di prevenzione e di monitoraggio.

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