Nidi e Materne in zona rossa, i sindaci aggirano il Tar , ma c'è chi riapre. Le insegnanti: «Non siamo baby sitter a basso costo»«». Il ricorso della Regione

Nidi e Materne in zona rossa, i sindaci aggirano il Tar , ma c'è chi riapre. Le insegnanti: «Non siamo baby sitter a basso costo»«». Il ricorso della Regione
di Remo Gasperini
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Lunedì 15 Febbraio 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 07:32

PERUGIA - Giornata convulsa nei Comuni dell’ Umbria Rosso-Covid dopo la sentenza del Tar che ha ordinato la riapertura di Nidi e scuole d’Infanzia. Qualcuno riapre, molti restano chiusi, altri ci hanno volute riflettere fino a notte fonda. La Regione, da parte sua, in serata ha deciso di fare opposizione al Tar nonché ricorso al Consiglio di Stato verso il provvedimento di sospensiva che ha preso il sopravvento sull’ordinanza di chiusura totale delle scuole firmata dalla Tesei lo scorso 6 fabbraio. Un’iniziativa che al momento non porta effetti ma che sul fronte del Consiglio di Stato potrebbe averne da domani.

LO SCENARIO

La battaglia legale, le ragioni sanitarie, gli scrupoli del buon senso, i diritti dei lavoratori, le esigenze dei genitori. Il Covid-19. C’è di tutto intorno ai bebè dei Nidi e ai 12mila bambini dell’Infanzia dei 59 comuni della provincia di Perugia e dei due (Amelia e San Venanzo) del Ternano con i piccoli sballottati (non solo virtualmente) tra genitori, nonni, baby sitter e maestre d’asilo in attesa che i gradi decidano dove collocarli. Dopo la “deflagrazione” della sospensiva del Tar di sabato, la giornata di festa si è aperta ancora all’insegna dei “vincitori”. In una nota firmata da Francesca Leone e Martina Leonardi il Comitato “A scuola” ha informato che «qualora i Comuni non si adattassero al decreto del Tar i genitori interessati sarebbero pronti a impugnare eventuali Ordinanze Sindacali”.

ANCI IN AZIONE

Come programmato, a partire dalla tarda mattinata, si è svolta la conferenza dei sindaci convocata dall’Anci. Dopo una lunga valutazione, assistiti dall’avvocato Giuseppe Caforio, è stata prodotta una bozza tipo, in punta di diritto, di “ordinanza contingibile ed urgente per la chiusura temporanea e sospensione a scopo precauzionale delle attività didattiche e dei Servizi educativi per l’infanzia” da adattare alle singole realtà comunali e comunque uniforme nei tempi con chiusura dal 15 a 21 febbraio. E a questa bozza si sono attenuti decine di sindaci a cominciare da quello di Perugia, Andrea Romizi, che ha anticipato l’ordinanza con un comunicato nel quale spiega «che allo stato attuale non ci sono le condizioni sanitarie e di sicurezza tali da consentire la riapertura delle strutture». Come gli altri Romizi ha citato i dati odierni diramati dalla Regione che vedono un totale di 2.065 positivi al Covid, 535 ricoverati di cui 84 in terapia intensiva e 904 deceduti mentre nella fascia di età compresa tra 0 e 5 anni è stata riscontrata un’incidenza di 356,20 casi per 100 mila abitanti con un incremento di contagi in repentina crescita nella fascia 6-10 anni (509,19). «L’amministrazione comunale – ha aggiunto il sindaco del capoluogo - pur consapevole dei disagi per le famiglie recati dalla chiusura dei servizi educativi fino al 21 febbraio, ritiene necessaria l’adozione del provvedimento, vista anche la recrudescenza del virus e ritiene opportuno, anzitutto, tutelare la salute pubblica della cittadinanza». E come Romizi hanno ragionato i sindaci del comprensorio folignate: Foligno, Cannara, Spello, Trevi, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Bevagna, Valtopina e quelli della Zona Sociale 3, Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara e Valfabbrica. Compatti anche i sindaci del Lago a cominciare da quelli di Castiglione Del Lago, Città Della Pieve, Magione, Passignano, Corciano ma anche gli altri hanno seguito la stessa procedura come, in altri comprensori, i comuni di Marsciano, Umbertide e Torgiano.

CHI RIAPRE

Hanno invece deciso di adeguarsi alle decisioni del Tar, in qualche caso anche in base a tassi più bassi di contagio, i comuni di Gubbio, Gualdo Tadino e Pietralunga che riaprono direttamente oggi; Amelia, Todi che sanificano oggi e dovrebbero riaprire domani; Città Di Castello, Campello, Spoleto, San Venanzo, Massa Martana, Norcia che annunciano riaperture da mercoledì 17 febbraio dopo sanificazione.

LE INSEGNANTI

Cisl scuola con Erica Casetta e Uil scuola con Lucia Marinelli hanno ribadito ieri la esigenza di tutelare il personale con provvedimenti urgenti ed efficaci e allo stesso tempo si sono dichiarate contrarie alla riapertura di Nido e Infanzia nelle condizioni attuali. L’intervento più circostanziato è arrivato dalle insegnanti dell’Infanzia che si sentono abbandonate ed esposte ad alto rischio dovendo gestire “bolle in sicurezza”. Per farlo, dicono: «Ci siamo noi docenti, unica categoria di lavoratori chiamati a operare in sezioni con 20-25 e a volte anche più bambini senza mascherina». E aggiungono che «non sono “baby sitter a basso costo ma docenti, professionisti che con amore e passione e non poca fatica hanno già attivato la didattica a distanza sebbene non fosse prevista dall’ordinanza regionale. Docenti che comunque «sono in classe a versare l’acqua, a pulire nasini che colano, a tagliare la frittata in piccoli pezzi, a cambiare il foglio su cui si è starnutito; a consolare e asciugare le lacrime. Tutto ciò igienizzandosi ogni volta le mani.

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