Il virus rialza la testa: indice del contagio a 1,5, è l'Rt più alto d'Italia

Il virus rialza la testa: indice del contagio a 1,5, è l'Rt più alto d'Italia
di Fabio Nucci
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 07:02

PERUGIA Il virus che, complice il super screening, rialza la testa, pone l’Umbria ai vertici per rischio contagio, almeno secondo Covidtrends che ha elaborato un indice di contagio pari a 1,50, dato più alto d’Italia. È la conseguenza di una risalita dei positivi che dura ormai da una settimana, nella quale sono stati scoperti 546 nuovi casi, con quasi mille attualmente positivi e nove comuni da “zona rossa” o quasi. Restano sotto controllo le infezioni nella scuola dove la percentuale di vaccinazione tra gli studenti è sopra la media nazionale, mentre tra prof e non docenti quasi il 10 risulta privo di copertura. Quasi 33mila le terze dosi somministrate.
Considerando il Covindex, indicatore elaborato da CovidTrends quale evoluzione dell’indice Rt su base bisettimanale, l’Umbria è tra le 18 regioni con un valore sopra uno che indica un rischio diffusione del contagio più elevato ma anche alla bassa numerosità della regione. L’ultimo valore è stato stimato 1,50 e rappresenta il dato più alto in Italia il cui indicatore è pari a 1,24. Solo Basilicata, Sardegna e Valle d’Aosta hanno un valore inferiore a uno. Si calcola inoltre che nell’ultima settimana la variazione percentuale maggiore rispetto alla precedente è stata registrata in Molise, con un aumento del 160% e un indice di contagio di 1,44, seguito proprio dall’Umbria con un più 138%.
Ancora in risalita la curva epidemica con altri 79 contagi certificati tra martedì e mercoledì mattina (96 il giorno precedente), con altri 9.500 tamponi eseguiti e un tasso di positività in salita allo 0,83% considerando 2.402 molecolari e 7.100 antigenici, 5.180 dei quali eseguiti in farmacia come riferito da Federfarma. Considerando i soli tamponi processati con test molecolare, il tasso di positività giornaliero è in lieve calo al 3,29%, ma la media mobile, su dati settimanali, continua a salire e ora è al 3,8%. Negli ultimi sette giorni, infatti, si contano 546 contagi anche se la curva pur crescente sembra aver subito un lieve rallentamento. Considerando che nell’ultima giornata ci sono stati solo 25 guariti, il totale degli attualmente positivi è salito ancora ed ora è a un masso dal migliaio, come un mese fa circa (992 il dato aggiornato a ieri mattina).
Confortano i dati ospedalieri con i ricoveri in discesa sia in area medica (-1), sia in terapia intensiva (-2) dove ora figurano rispettivamente 33 e 5 pazienti. Secondo il dato aggiornato a martedì mattina da Agenas, l’Umbria presentava una percentuale di occupazione in terapia intensiva dell’8%, in fase crescente, ma già nell’ultima giornata c’è stato un ridimensionamento. Si conta anche un decesso Covid in più, il numero 1.463, il terzo nell’ultima settimana, segnalato nel comune di Todi. A livello territoriale, cresce il numero dei territori con incidenza vicina o superiore alla soglia critica dei 200 casi per 100mila abitanti. Da ieri ci sono anche Bettona e Arrone con un indicatore compreso tra 208 e 222, ma i contagi stanno salendo anche Massa Martana e Acquasparta. A livello provinciale, il parametro continua a salire a Terni e ora è pari a 78, mentre a Perugia si attesta intorno a 54 per una media regionale di 60 casi per 100mila abitanti.
Quanto alla vaccinazione, dopo le oltre 3.600 dosi di martedì, ieri la campagna è proseguita con altre 2.600 somministrazioni in meno di una giornata. Oltre 2mila le terze dosi iniettate tra booster e aggiuntive, ma seppur in modo più contenuto, prosegue anche il ciclo primario, con 900 nuovi immunizzati e 520 nuovi vaccinati in un giorno e mezzo. La percentuale di copertura è ora dell’83,1% considerando gli over 12 mentre tenendo conto anche degli assistiti che sono in attesa di richiamo, il 78,9% della popolazione residente risulta coperta con almeno una dose di vaccino. Si allungano i tempi per raggiungere l’immunità di gregge (80%) cui mancano all’appello ancora 9.700 vaccinazioni mentre il totale dei senza copertura è ora intorno a 104mila. Tra questi, figurano anche il 28,5 per cento della popolazione di età compresa tra i 12 e i 19 anni che secondo la ricognizione operata dalla Fondazione Gimbe non ha ricevuto alcuna dose di vaccino, un dato inferiore alla media nazionale fissata al 27,3 per cento. In tema di scuola, il gap si allarga prendendo in esame il personale che per il 9,9% risulta non ancora vaccinato, con la media dell’Italia al 6,3 per cento.

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