Covid, contagi per età: lieve ripresa tra i teenagers

Covid, contagi per età: lieve ripresa tra i teenagers
di Fabio Nucci
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PERUGIA - Nei mesi più critici, per la diffusione del contagio, le conseguenze si sono viste negli ospedali ma anche nel numero dei decessi, con un eccesso registrato soprattutto a novembre, in piena seconda ondata. Un dato che conferma l’impatto che il virus ha avuto sulla mortalità nella regione; un effetto che difficilmente, però, potrà ripetersi. È un’analisi del Nucleo epidemiologico regionale a fare luce sulle connessioni tra le morti 2020 e la diffusione del contagio, escludendo eventuali altre cause come un mancato accesso ai servizi o alle cure. Il confronto è stato eseguito con i dati 2015-2019 standardizzati del servizio sanitario sulla base dell’erogazione delle prestazioni. «Non c’è eccesso di mortalità oltre a quello individuato dal Covid – spiega Carla Bietta – e i livelli di eccesso di mortalità riscontrati in altre regioni, dove ci sono state persone che non sono riuscite ad accedere ai servizi salvavita, in Umbria non ci sono stati». Analizzando il diagramma ricavato, si nota come la mortalità 2020 abbia superato quella media dei cinque anni precedenti nei mesi di marzo, aprile e da agosto a dicembre, ma coi solo mesi di novembre e dicembre dove si apprezza un reale squilibrio col 47,4% e 17,4% in più di mortalità. «Il dato di mortalità è coerente con l’andamento dell’epidemia nella regione con l’eccesso di mortalità riscontrato nel momento in cui l’epidemia è più consistente e più violenta. Un incremento spiegato verosimilmente dai soggetti affetti da sintomatologia e registrati come deceduti da SarsCov2». Virus che si è rivelato più letale a novembre per le donne, a dicembre per gli uomini. Ma per il futuro nulla fa pensare che un impatto simile possa riptersi. «Non emergono elementi che lascino ipotizzare un ulteriore impatto dell’epidemia, come la difficoltà di accesso ai servizi sanitari, sulla mortalità totale della popolazione residente in Umbria».
CONTAGI ED ETÀ
La distribuzione dei positivi settimanali per età conferma un incidenza superiore alla media regionale tra gli under 18 con casi in leggera risalita tra gli 11-13 e 14-18 anni (età scolare) mentre resta altalenante il dato dei neonati, vista la scarsa numerosità. L’andamento delle fasce più adulte è coerente col trend regionale, fatta eccezione per la fascia 19-24 anni il cui trend tra le settimane 19-25 aprile e 26 aprile-2 maggio ha segnato una mini impennata, restando tuttavia sotto i 150 casi ogni 100mila abitanti. Resta invece sotto la media, il dato degli over 70. «Questo può essere frutto dell’avanzamento della vaccinazione – osserva l’epidemiologa – ma anche perché statisticamente si tratta di una fascia di popolazione nella quale c’è minore mobilità». Un’analisi incrociata nuovi positivi/percentuale di vaccinati dimostra inoltre come la profilassi tenga più bassi i contagi tra gli over 80.

Venerdì 7 Maggio 2021, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 10:53
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