CORONAVIRUS

Covid 19, tamponi impossibili e file: viaggio tra le storture del sistema e il piano anti-caos

Martedì 20 Ottobre 2020 di Egle Priolo

PERUGIA - Dalle file snervanti per il tampone alla postazione drive through, alle file comuni tra pazienti Covid e non Covid in ospedale. Passando per i dieci giorni di attesa, ormai di prassi, per un tampone nel caso di un sintomatico, fino ai medici Usca irreperibili durante il fine settimana. In un momento difficile come quello attuale, in cui i numeri dei contagi ricominciano a far paura e anche una febbre da influenza è vissuta – giustamente – con apprensione, le segnalazioni di presunti disservizi o comunque di storture del sistema non mancano. E anzi arrivano sempre più spesso, mentre dalla cabina di regia anti coronavirus, amministratori ed esperti cercano le soluzioni più giuste per affrontare una pandemia che sembra cambiare ogni giorno, a livello di esigenze e necessità. E sempre senza dimenticare le norme che lo stesso governo nazionale ormai adegua di giorno in giorno all'andamento dei contagi.

Tra i problemi più sentiti, quello per il tempo in attesa di un tampone. «Ho avuto la febbre per 36 ore a oltre 38 e mezzo – racconta Carlo C. -. Ho chiesto al medico di base la prescrizione per il tampone e la segnalazione alla Asl, ma mi ha avvisato che tra i 7 giorni in attesa del test e poi i 3 per il risultato, sarebbero passati 10 giorni praticamente di isolamento fiduciario. In cui non posso lavorare, stare accanto a mio figlio di un anno e neanche prendermi cura di mio fratello, immunodepresso che abita accanto a me proprio perché ha bisogno del mio aiuto. Avendo avuto la febbre non posso neanche farlo privatamente senza mentire nell'autocertificazione, quindi che si fa?». Un problema particolare, quello di Carlo, risolto in serata col buonsenso del sistema, ma che in diversi hanno segnalato. Tanto che sabato scorso, durante la riunione del Cor, si è proprio affrontato il tema delle tempistiche, alla ricerca di una soluzione che possa essere utile per tutti.
Intanto, oltre all'esigenza nell'Assisano che i medici Usca possano essere reperibili per le urgenze anche nel fine settimana, segnalata pure la strana fila che ieri mattina c'era in Microbiologia dove «in un'unica stanza anche piccola, con unico ingresso, c'erano personale medico in attesa di fare tampone per il Covid, pazienti che in vista di un ricovero dovevano fare il tampone orofaringeo e pazienti non Covid – scrive Giovanna P. -. Mi chiedo se sia normale». In effetti, ieri mattina l'accesso di Microbiologia, il terzo rimasto aperto al Santa Maria della misericordia, è stato addirittura chiuso per alcune ore, proprio perché nella sala d'attesa è stata allestita una seconda postazione per effettuare i tamponi: di fortuna, magari, ma proprio per smaltire la fila il prima possibile.

A proposito di file, continuano a essere troppo lunghe per l'ansia di chi è costretto ad affrontarle anche quelle per il drive through a Santa Lucia. «Ho un bimbo di un anno e sono stata in fila quasi quattro ore per fargli fare il tampone dopo il contatto con un positivo al nido. Possibile che non si possa pensare a corsie separate per bambini così piccoli?». Di certo, buone notizie arrivano sempre dal Cor, che sta vagliando l'ipotesi di uno scaglionamento degli orari proprio per evitare questi problemi, praticamente range di circa mezz'ora per effettuare i tamponi, considerato che è stato calcolato come sia necessario circa un minuto e mezzo per ogni test in situazioni normali. Sintomo - positivo – che a fronte dell'incertezza e dei tanti problemi, siano allo studio continue prove per evitare il caos.

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