Giovanni Sebastiani, matematico: ««La variante Delta rischia di far ripartire i contagi. C'è una ripresa a Terni che va monitorata»

Giovanni Sebastiani, matematico dell'Istituto per le applicazioni del calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale delle ricerche
di Fabio Nucci
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Giovedì 8 Luglio 2021, 10:36 - Ultimo aggiornamento: 12:24

PERUGIA - Una risalita dei contagi, pur su livelli limitati, in provincia di Terni, l’impennata di contagi in provincia di Ascoli e lo spettro della variante Delta sullo sfondo. Per Giovanni Sebastiani, matematico dell'Istituto per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac), ce n’è abbastanza per non perdere di vista la situazione contagi anche in Umbria dove l’incidenza cumulativa è scesa a 4 casi ogni 100mila abitanti ma dove un’eventuale diffusione della variante indiana potrebbe ridurre del 30% la copertura fin qui garantita dalla campagna vaccinale.
Professor Sebastiani, una sua analisi indica una risalita dei contagi in Italia, come valuta la situazione dell’Umbria?
«A differenza di quanto sta accadendo a livello nazionale, in Umbria l’incidenza sta diminuendo e il dato degli ultimi sette giorni parla di quattro casi ogni 100mila abitanti a fronte dei sei casi ogni 100mila abitanti nei sette giorni precedenti. Una certa crescita si registra a Terni, ma il livello è molto basso, pari circa tre casi a settimana per 100mila abitanti: una situazione comunque da monitorare. In generale in Umbria tale fase non è preoccupante, ma confinando con le Marche, occorre fare attenzione alla crescita dei casi ad Ascoli dove il valore negli ultimi sette giorni è pari a circa 70 casi per 100mila abitanti a fronte dei 7 casi per 100mila abitanti nella settimana precedente».
Qual è il trend della vaccinazione in Umbria rispetto a quello nazionale?
«Considerando la percentuale delle dosi somministrate rispetto al totale delle doppie dosi necessarie per la vaccinazione completa di tutta la popolazione, Toscana e Sicilia hanno una crescita più bassa della media sia come valore attuale sia come aumento giornaliero. L’Umbria ha un trend identico a quello nazionale e questo si rileva partendo dal 10 giugno quando la percentuale di copertura era al 34%: si è poi passati al 36% del 15 giugno, al 38% il 19, al 41% il 26 e al 43% il 30. Il tasso di crescita della vaccinazione in Umbria e in Italia è quindi dello 0,45% giornaliero e per arrivare all’80% di copertura, con questo ritmo ci vorranno 82 giorni, due mesi e 20 giorni circa. Questo considerando la disponibilità delle dosi al 30 giugno».
Nel frattempo è intervenuta un’altra incognita, legata alla variante Delta.
«Il grado di copertura cambia alla luce di tale variante. Con la situazione precedente, consideravamo una copertura del 65% per la prima dose (con prevalenza della variante inglese) e del 95% per il ciclo completo che porterebbe a una percentuale di copertura vaccinale del 46%. Con la variante Delta, la copertura della prima dose scende al 30% e considerando l’attuale prevalenza, pari al 22%, passeremmo dal 46 al 44%. Se ci fosse una prevalenza al 100% di tale variante, con le dosi attualmente somministrate la copertura scenderebbe al 36%».
Cosa dice il suo modello rispetto all’evoluzione della curva alla luce della variante Delta?
«É la prima settimana in cui vediamo alcuni segnali di ripresa del contagio, un aumento dei positivi rispetto ai test molecolari a livello nazionale. Prima l’aumento della prevalenza della Delta non aveva prodotto una crescita dell’incidenza, ma solo una presenza di picchi a livello provinciale, limitata su un orizzonte temporale inferiore alla settimana. Dovremo vedere cosa succede nei prossimi giorni e se l’incidenza continua ad aumentare, anche perché i primi segni di corrispondenza tra l’aumento della prevalenza della variante Delta e l’andamento della diffusione del virus iniziano a notarsi. I casi sono ancora pochi ma in un mese (considerando le varianti Delta e Kappa) la prevalenza è quadruplicata, passando dal 4,2% del 21 maggio al 16,8 del 21 giugno».

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