CORONAVIRUS

Due drive-in e una sala all'aperto per il rilancio dei cinema in estate

Venerdì 15 Maggio 2020 di Antonella Manni
SPOLETO - Emergenza coronavirus e rilancio dei cinema all'aperto, detto fatto. Il primo drive-in a gestione privata è già pronto per l'inaugurazione. Lo si apprende dalla pagina Facebook del locale Fontepino che si trova nei pressi di Baiano: “Avete mai sognato di vivere negli anni ‘50? Ascoltare il nascente e travolgente rock’n’roll da un jukebox? Ballare sulle note di un ancora acerbo ma già iconico Elvis Presley? Riunirvi con gli amici in un drive-in in perfetto stile “Grease”? Con grande gioia vi annunciamo l’arrivo di Spoleto Drive-In! Un progetto che riporterà in vita quell’atmosfera vintage a cui abbiamo sempre guardato con aria sognante e nostalgia!”. Come preannunciato qualche settimana fa sulle pagine del Messaggero dall'assessore alla cultura Ada Urbani, dunque, gli spazi dedicati alla settima arte saranno i primi ad accogliere di nuovo il pubblico in città. Anche se con modalità diverse rispetto a prima e nel rispetto delle nuove norme sanitarie. Che bollisse qualcosa in pentola, d'altro canto, lo si era intuito anche domenica scorsa dalle parole del sindaco Umberto de Augustinis, il quale nel video messaggio sulla pagina Facebook del Comune, aveva appunto indicato come di prossima apertura a Spoleto uno spazio cinematografico all'aperto (con ogni probabilità nel giardino di Palazzo Collicola) e due drive-in. “Non posso dare nessun altro dettaglio, però”, dice de Augustinis – perché le trattative sono in corso”. Ma se uno dei due drive-in è stato localizzato a Fontepino, perché gli stessi proprietari sono usciti allo scoperto, voci insistenti fanno supporre che l'altro drive-in sorgerà nelle adiacenze del bowling lungo la vecchia statale Flaminia. Insomma, un proliferare di iniziative in questo settore per il quale dal Governo sono stati stanziati ingenti fondi. Un fermento che tuttavia preoccupa le piccole sale indipendenti della città che da anni svolgono questo lavoro: si teme infatti che le nuove disposizioni favoriscano il nascere di nuovi spazi realizzati da privati che riconvertono le proprie strutture ricettive, a discapito (si ritiene) della sopravvivenza di quelle sale cinematografiche già esistenti e che, in questa crisi, sono state costrette a mettere in cassa integrazione i propri dipendenti. Non a caso il Cinéma Sala Pegasus di Spoleto, con il PostModernissimo di Perugia ed altre sale del territorio nazionale, ha firmato una lettera aperta in cui si ribadisce come, in questa fase 2 dell'emergenza sanitaria, l’attenzione verso forme di fruizione privata possa mettere “in discussione l’identità e la relazione profonda delle sale con il territorio e il pubblico. Dare voce a quel tessuto capillare, fatto di moltissime sale cinematografiche che stanno affrontando una crisi senza precedenti e che domani potrebbero non riaprire, significa sensibilizzare il settore, gli appassionati di cinema e in generale l’opinione pubblica rispetto alla necessità di preservare questa ricchezza”.  Ultimo aggiornamento: 17:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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