Terni, economia circolare
e recupero rifiuti: un convegno
organizzato da Acea

TERNI Un convegno organizzato da Acea Ambiente in occasione del mese del riciclo, insieme ad Assocarta e Comieco (consorzio recupero imballaggi a base cellulosica). L’occasione per presentare alcune iniziative che consentono di valorizzare i rifiuti e migliorarne il riutilizzo. Di sicuro impatto l’intervento del presidente di Acea Ambiente, Giovanni Vivarelli: “Questo incontro non nasce dalla necessità di sdoganare niente, non siamo qui per fare outing sull’impianto di termovalorizzazione ternano, ma per spiegare la filiera della vera economia circolare che si applica”. Non esiste “rifiuto zero”: unanime è il coro degli addetti ai lavori, Massimo Medugno (Assocarta) incluso. Una manciata di dati sul settore cartario (117 imprese, 19 mila addetti, 24 milioni di investimento pari all’1,4 del pil), su ciclo e riciclo che genera valore, per raccontare cosa avviene a Terni, con la combustione di centomila tonnellate di raccolta di rifiuti derivati dalla carta. Va a finire a Terni quello che non può essere riciclato, il cosiddetto pulper, ossia lo scarto della lavorazione della carta altrimenti destinato a discarica. L’inceneritore come lo chiamano ancora in molti, che tratta centomila tonnellate l’anno, si colloca tra i primi soggetti industriali su scala nazionale per la quantità di pulper convertito in energia elettrica. A proposito di economia circolare: mediamente 75 mila Kw l’anno, prodotti a Terni. Acea lancia l’idea di estendere la filiera del recupero attuando una valorizzazione dei vapori, del sotto prodotto cioè, dalla combustione. Vorrebbe che delle centomila tonnellate di scarto, almeno trentamila arrivassero dalla raccolta dei rifiuti urbani del territorio. Un guadagno nell’impatto ambientale e nell’economia locale perché altrimenti quei rifiuti andrebbero trasferirti in discarica, magari quella di Orvieto, che invece deve essere preservata. “Il nostro settore ha bisogno di investimenti e di una cultura della sostenibilità nuova. L’impianto di Terni ha avuto un andamento di efficienza elevato con 8300 ore di lavoro. Gli scarti creano valore e termovalorizzare è utile” dice Vivarelli. Propone un progetto che si ponga come alternativa alle discariche. Ritorna sul valore del vapore prodotto dalla turbina, che lavora al di sotto delle possibilità (75 per cento). L’idea non di aumentare niente ma gestire anche rifiuti locali, mettendoli ad economia circolare.

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