Concorsopoli, i pm: «Tracce consegnate a mano e solo vincitori raccomandati. Tutti a processo, i filmati sono illuminanti»

Concorsopoli, i pm: «Tracce consegnate a mano e solo vincitori raccomandati. Tutti a processo, i filmati sono illuminanti»
di Egle Priolo
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Mercoledì 4 Novembre 2020, 17:53

PERUGIA - Centinaia di pagine di canovaccio per oltre tre ore di ricostruzione della «manipolazione sistematica di undici concorsi», che partiva «dalla loro indizione, passando per la segnalazione della politica, l'interessamento del direttore generale e a cascata sui presidenti delle commissioni». Con tanto di «sorteggi pilotati» degli stessi esaminatori e quell'attività sinergica che la procura traduce in associazione per delinquere.

Questi alcuni dei passaggi della lunga requisitoria che ieri i pm Paolo Abbritti e Mario Formisano hanno concluso con la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli indagati per l'inchiesta della guardia di finanza relativi ai presunti concorsi con l'aiutino in sanità. In realtà quasi tutti, visto che per Serena Zenzeri, accusata in quanto componente dell'ufficio competente per i procedimenti disciplinari di abuso d'ufficio per la sospensione (dal servizio e dallo stipendio) dell'allora direttore di Pediatria Susanna Esposito, è stato richiesto il non luogo a procedere al giudice Angela Avila. E se Diamante Pacchiarini, all'epoca dei fatti direttore sanitario del Santa Maria della misericordia, ha chiesto il rito abbreviato, mentre Domenico Barzotti, Lorenzina Bolli e Moreno Conti hanno chiesto il patteggiamento, e l'ex dg Emilio Duca e l'ex direttore amministrativo Maurizio Valorosi hanno visto alleggerire le richieste nei loro confronti per due casi di abuso di ufficio, il resto dell'udienza di ieri al Capitini è proseguita sulla linea delle accuse iniziali della procura. Compresa la più pesante, quell'associazione per delinquere contestata, oltre che a Duca, Valorosi e Pacchiarini, anche a Luca Barberini, Gianpiero Bocci, Maria Cristina Conte, Antonio Tamagnini e Rosa Maria Franconi. Oltre che, prima di un errore di notifica, all'ex presidente della Regione Catiuscia Marini che adesso deve ricominciare il suo percorso da interrogatorio e avviso conclusione indagini. Gli altri capi di imputazione parlano, a vario titolo, di falsi e abusi di ufficio, con i sostituti procuratori che hanno ricostruito, anche grazie alle intercettazioni andate avanti da gennaio al luglio 2018, prima degli arresti dell'aprile 2019, il sistema dei concorsi pilotati. Dalla rivelazione delle tracce alla consegna a mano delle domande, per «garantire ai segnalati dalla politica una assoluta priorità», per «tutelare chi era dentro al sistema», tanto che per uno dei concorsi finiti nel mirino le prime posizioni – secondo le accuse – erano tutte occupate dai candidati che avevano giovato di una raccomandazione. «Non vogliamo fare di tutta l'erba un fascio», ha detto Abbritti in apertura, spiegando come non tutte le persone eventualmente coinvolte siano finite nell'inchiesta, ma sottolineando anche come alcuni prove, come i filmati e alcuni audio carpiti dalle fiamme gialle, siano «illuminanti».

Mentre ieri mattina Massimo Lenti ha affidato a una dichiarazione spontanea la sua completa estraneità ai fatti contestati (relativamente all'accusa di aver passato le tracce del concorso per Maxillo-facciale a due candidati), nelle prossime udienze toccherà alle repliche delle difese, pronte a dimostrare la correttezza dei loro assistiti e ad alleggerirne le posizioni. Tra gli altri, Francesco Falcinelli, Francesco Crisi, David Brunelli, Chiara Peparello, Marco Brusco, Nicola Di Mario, Vincenzo Bochicchio, Fernando Mucci, David Zaganelli e Franco Libori. La decisione del giudice per le indagini preliminari su chi mandare o meno a processo è attesa per il 25 novembre.

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