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I Comuni del Sagrantino: «L'acqua della diga di Valfabbrica serve a noi, non al Trasimeno»

La diga di Valfabbrica
2 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 17:06

PERUGIA - «Il progetto della diga di Valfabbrica aveva come priorità di portare l'acqua nella nostra Valle, perché dirottarlà al Trasimeno?». E' quanto ha scritto alla presidente Donatella Tesei, chiedendo un incontro urgente,
l'Unione dei Comuni delle Terre dell'Olio e del Sagrantino, che comprende Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi.
La lettera è indirizzata anche all'assessore Morroni, al Consorzio della bonificazione umbra, all'Autorità umbra per
rifiuti e idrico (Auri), all'Ente acque umbre toscane (Eaut) e all'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale.
L'ente presieduto da Bernardino Sperandio fa riferimento al progetto di adduzione dell'acqua proveniente dalla diga
Casanuova sul Chiascio, a Valfabbrica, «che dopo 60 anni vedrà la prima erogazione nel 2026 ma non più a vantaggio di questi territori, bensì del Trasimeno», dicono i sindaci. «Il progetto infatti - spiega Sperandio - originariamente prevedeva di portare l'acqua a scopo irriguo nella Valle umbra sud e precisamente nei comuni di
Cannara, Bevagna, Montefalco, Castel Ritaldi, Giano dell' Umbria, Gualdo Cattaneo, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto. A questo scopo, il Consorzio della bonificazione umbra nel tempo ha realizzato vari invasi per l'accumulo dell'acqua. Recentemente sono stati stanziati anche dei fondi per realizzare delle vasche di accumulo a Montefalco, per l'irrigazione dei vigneti. Esiste anche una condotta dell'acqua proveniente dalla diga di Valfabbrica che ad oggi però possiamo annoverare tra le grandi opere incompiute, in quanto è rimasta ferma ai confini dei comuni di Bevagna e Cannara. Per completare l'opera l'Eaut ha redatto il progetto esecutivo ad oggi cantierabile per un importo di circa 32 milioni di euro che dovevano essere finanziati all'interno dei fondi Pnrr o comunque con fondi ministeriali. Purtroppo, ad oggi non è nota nessuna fonte di finanziamento dell'opera, mentre ci risulta che sono stati destinati fondi per un progetto valutato sui 120 milioni di euro che dovrebbe condurre l'acqua della diga di Valfabbrica nel territorio del Trasimeno, dove è già previsto l'uso dell'acqua proveniente dalla diga di Montedoglio»

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