Città di Castello, sequestrato centro massaggi cinese a luci rosse

Città di Castello, sequestrato centro massaggi cinese a luci rosse
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Venerdì 28 Giugno 2019, 15:24

CITTA' DI CASTELLO -  I finanzieri del Comando Provinciale di Perugia hanno sequestrato, su disposizione della locale Procura della Repubblica, un’attività commerciale, priva di autorizzazioni e di personale qualificato, a Città di Castello, che dall’esterno sembrava un centro benessere a tutti gli effetti, ma nella realtà il negozio era una casa d’appuntamenti nella quale si prostituivano giovani cinesi, alcune delle quali clandestine.
Le indagini, effettuate dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Città di Castello, sono scattate dopo aver scoperto che l’attività era pubblicizzata su internet, tramite annunci su un noto sito d’incontri, ove erano esposte, tra l’altro, le foto di ragazze orientali in lingerie e inequivocabili pose sexy, con sotto impresso il numero di telefono da contattare.
Nel corso di alcuni appostamenti, i Finanzieri hanno osservato che il locale, aperto fino a tarda notte, era frequentato solo da uomini. Inoltre, la titolare, anch’essa di origini cinesi, secondo le banche dati, non si avvaleva della collaborazione di alcun dipendente.

A questo punto è scattato il blitz dei militari: al loro ingresso nel centro benessere sono stati accolti da due ragazze in abiti succinti sfornite del permesso di soggiorno. Dopo gli accertamenti del caso, le due ragazze sono state accompagnate presso il centro d’identificazione ed espulsione di Roma. Oltretutto, una delle donne era stata già colpita, in precedenza, da provvedimento di espulsione. E' scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria di Perugia nei confronti della titolare, per aver impiegato manodopera clandestina.
Dopo aver sentito numerosi clienti, di età compresa tra i 19 ed i 63 anni, provenienti anche dai vicini comuni e aver eseguito altre perquisizioni, i Finanzieri hanno trovato conferma di quanto ipotizzato: all’interno del locale le ragazze si prostituivano regolarmente con abituali frequentatori. Le fiamme gialle hanno sequestarto duemila euro nascoti sotto un materesso, preservativi e un  telefonino per fissare gli appuntamenti.
Le tariffe erano variabili, a seconda delle prestazioni ricevute, con prezzi oscillanti tra i 30 e i 100 euro.

 

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