FEMMINICIDIO

Cinzia Carletti e Rosalba Politi, un anno fa uccise dalla violenza del padre-marito

Sabato 14 Novembre 2020 di Monica Riccio

I corpi senza vita di Rosalba Politi, 67 anni, pensionata ex impiegata civile del Ministero della Difesa, e della figlia Cinzia Carletti, 34 anni (nella foto), dipendente di una cooperativa, furono trovati dai Carabinieri nella notte tra il 13 e il 14 novembre 2019 all'interno dell'abitazione in cui risiedevano, in vicolo S. Antonio a Orvieto. Non lontano dai loro corpi trucidati con colpi di arma da fuoco, fu ritrovato anche il corpo senza vita di Carlo Carletti, 66 anni, marito di Rosalba, padre di Cinzia, impiegato civile, come la moglie alla caserma "Nino Bixio "di Orvieto. 

A dare l'allarme fu il fratello di Carlo che pur vedendo le luci accese in casa non era riuscito a contattarli. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, Carletti avrebbe freddato le due donne con un colpo di fucile al volto per poi uccidersi sparandosi con la stessa arma alla testa. L'uomo avrebbe sparato alla figlia in cucina, mentre lei stava guardando la televisione, poi alla moglie, in bagno, per poi finire su sè stesso la propria follia omicida e cadere cadavere nel corridoio di quella che era la loro casa.

E' passato un anno, un anno in cui nessuno ha consegnato un perché alla famiglia di Rosalba, agli amici di Cinzia. Un anno in cui molti ancora si chiedono come sia stato possibile, come sia stata possibile una mattanza simile, un delitto efferato portato a termine contro due donne, una moglie e una figlia, a cui a rubare il futuro è stato colui che questo futuro avrebbe dovuto condividerlo.

Su Carlo Carletti si è detto e scritto tanto, su Cinzia molto meno, su Rosalba poco o nulla. Rosalba e Cinzia, raccontate da molti come satelliti di Carlo, come presenze ormai del tutto normali, quotidiane, acquisite. A loro Carlo ha sparato in faccia tutto il proprio disagio, ha riversato su di loro un malessere che evidentemente lo aveva tarlato fino al midollo. E siccome in vita loro erano sue, in morte loro dovevano essere sue. Non potevano esserci tentennamenti, un colpo a Cinzia, uno a Rosalba e uno per sé, l'unico che non voleva e non desiderava più un futuro. A Cinzia e Rosalba lui non ha chiesto nulla, le ha solo trascinate con sé verso quel buio che già in vita, evidentemente, lo aveva pervaso. 

Di Cinzia restano i ricordi degli amici, un volto solare, un animo buono che ancora avrebbe avuto tanto da scrivere, da dare, da ricevere, da scambiare. Di Rosalba poco si sa, poco si è sempre saputo. Una buona moglie, una brava madre, una impiegata modello. E qui si ferma il filo di Rosalba. Qui, un anno fa, Carlo ha preso le forbici e ha tagliato tutti i fili. 

E allora poco senso ha chiedersi "perché", "ma come", "ma perché proprio loro", dirsi " non è possibile", "non ci credo". Ormai tutto ha poco senso. Resta il ricordo che ognuno a Orvieto ha di loro, il ricordo di un giorno in cui il cielo sopra di loro si è fatto nero, per mano di Carlo che nel suo folle disegno ha tracciato con la matita nera, oltre al suo, anche i fogli di Cinzia e Rosalba.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA