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Todi, riti malefici per amore: trovati i resti al cimitero

Todi, riti malefici per amore: trovati i resti al cimitero
di Luigi Foglietti
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Ottobre 2020, 07:50

TODI - La famosa strega Matteuccia ancora all’opera con i suoi filtri magici e i suoi malefici preparati per innamorati delusi alla ricerca della conquista della persona amata? Una sorprendente scoperta, infatti, è quella fatta ieri mattina da una signora in visita alla tomba di famiglia in uno dei cimiteri cittadini, per l’esattezza quello detto “Vecchio”. In un sacchetto di plastica nera normalmente utilizzato per l’immondizia, abbandonato interrato sulla tomba, ha rinvenuto due vasetti di vetro, sigillati con la ceralacca, che contenevano uno un uovo, l’altro, una sostanza solida ancora non ben definita. Inoltre una foto di un giovane uomo, al momento sconosciuto, una candela e degli spilli. Un armamentario tipico per predisporre quella che un tempo si definiva “fattura” per far innamorare l’uomo o la donna dei sogni che magari guarda altrove, o per fargli del male. Certo è che nel 2020 resta difficile pensare a tutto ciò, ma, evidentemente, chi è alla disperazione con il cuore infranto le tenta tutte, tanto da provare anche con le arti magiche, collaudate soprattutto proprio in campo amoroso. E gli ingredienti ci sono tutti. Quindi la novella Matteuccia, ha utilizzato gli elementi che sono rimasti nella memoria storica della fattucchiera figlia di tal Francesco, originaria del castello di Ripabianca che, il 20 marzo del 1428, fu arsa viva in piazza a Todi dopo aver subito un duro processo per stregoneria. Quel procedimento è divenuto famoso e materia di studi attraverso i rarissimi atti custoditi nell’archivio storico comunale. E quindi ecco, insieme alla foto del giovane, al momento sconosciuto, la misteriosa sostanza solida che potrebbe simulare il potente grasso che Matteuccia, secondo le risultanze processuali, aveva ricavato da un annegato nel Tevere, grasso da spalmare sul corpo da possedere; la candela che simboleggia l’ardore sessuale, ma che con il calore si flette, in modo che il giovane della foto non si possa congiungere carnalmente con altre, quindi l’amore solo in una direzione. Ma c’è anche un aggiornamento della procedura della “fattura” per la presenza dell’uovo, simbolo di vita e perfezione, ma anche di cronologia e dualità che si risolve nell’unità. Altra licenza presa sempre da tempi e paesi lontani, gli spilli che, secondo un rituale voodoo vengono conficcati sull’immagine della persona che si vuole colpire. Secondo la credenza la povera vittima sente veramente i dolori in quei punti. Di tutto ciò ovviamente sono stati informati i carabinieri che, dopo un sopralluogo nell’area cimiteriale, stanno cercando di capire le circostanze della vicenda per poterne identificare l’autore o l’autrice.

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