«Cerco riparatore di piscine gonfiabili» e Facebook diventa l'oracolo

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Giovanni Camirri
FOLIGNO . “Cerco riparatore di piscine gonfiabili”. Il web è davvero un mondo curioso è lo è ancor di più la vasta galassia che riassume i social. Curioso perché si è andato ancora oltre la fase di approfondimento tramite motore di ricerca. Accade infatti che sempre più gente va a caccia di ciò di cui ha bisogno testando l’esperienza di altri utenti attraverso i social. Capita infatti di leggere richieste anche curiose all’interno di gruppi social. C’è stato chi è in cerca di “un buon falegname a prezzi onesti” ma c’è anche chi cerca “un riparatore di piscine gonfiabili” o qualcuno “che ripara la carta catramata” per arrivare a chi è in cerca di “un bravo pediatra”. Una volta c’era l’elenco telefonico e le pagine gialle, servizi che esisto ancora oggi la cui consultazione è possibile anche in rete. Per i più pigri che non amano sfogliare le pagine cartacee dell’elenco telefonico ci sono i servizi via web. Ma nemmeno questo pare bastare. La questione può apparire di lana caprina, ma non lo è affatto. Ci si interroga infatti su che senso abbia chiedere ad esempio di una bravo falegname a prezzi onesti quando non si specifica che lavoro occorre fare. E poi c’è anche la possibilità di chiedere un preventivo. Poi, se il professionista segnalato non dovesse soddisfare le aspettative dell’utente social che ha chiesto il consiglio che accade? Per non parlare posi di chi chiede notizie sui cantieri stradali per capire se si potrà o meno mettere al volante per raggiungere questa o quella località. La cosa curiosa è che la risposta degli utenti social arriva magari dopo molte ore. Il tutto senza tener conto che chiamando i numeri del servizio viabilità si sa in tempo reale se una strada è aperta o meno. C’è poi chi chiede gli altri utenti del social o dle gruppo social “se in questo momento hanno difficoltà di connessione con l’operatore…” Per poi scoprire che chi scrive sta utilizzando proprio quell’operatore telefonico. C’è poi chi chiede notizie sul reddito di cittadinanza e lo fa ponendo una domanda così generica che causa una serie di risposte multiple su ogni aspetto legato al reddito di cittadinanza stesso. Si passa poi alle segnalazioni di cani a passeggio “da soli” in viarie zone di questa o quella città con il classico “qualcuno lo riconosce?” e capita pure che qualcuno intervenga dicendo: “ma un cane non può fare la sua passeggiata?”. Si passa quindi all’ambito domestico dove si cerca “qualcuno che a prezzo modico aiuti a trasportare mobilio dai piani alti di un condominio senza ascensore”. Tra le new entry ci sono i neofiti dell’acquario che ne cercano “uno massimo 40 litri ed essendo io alle prime armi o pensato ad uno usato”. Il clou arriva in materia di tecnologie e sul gradino più alto del podio sale: “Qualcuno ci capisce di droni?”. Al di la de curioso, del grottesco, del simpatico e dell’assurdo queste rapida carrellata di domande via social da una spaccato della società reale. Non siamo più abituati al quotidiano, ci confrontiamo con dei profili più che con delle persone e senza fare la morale a nessuno, viene da chiedersi come mai non si riesca a dare risposte a questi quesiti. Un dubbio che parte dal fatto che non siamo più abituati a fare le cose semplici che hanno lasciato il posto a qualcosa di semplice da utilizzare, come appunto un social, rispetto al quale si pretende sia il messo dove trovare risposte su tutto. Eppure così non è. Chi chiede se una strada è percorribile non pensa più che una telefonata gli possa velocemente risolvere il problema. La soluzione arriva dopo molto dopo, e spesso quando addirittura non serve più. © RIPRODUZIONE RISERVATA