Casa circondariale prossima al collasso: verso le 600 unità

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Beatrice Martelli
La situazione è stata definita «implodente». Dopo il comunicato del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, è stata confermata anche dall’Ugl, altro sindacato. Le condizioni sono al limite della dignità per i detenuti della Casa circondariale di Terni, mentre lo stato dell’istituto e del personale è al limite della sicurezza in seguito al provvedimento che dovrebbe portare all’inserimento del quarto letto nel padiglione di media sicurezza: questo significherebbe aumentare il numero dei detenuti da 530 a 600, andando ancora di più a limitare lo spazio degli ospiti della struttura. La Corte di Strasburgo è già intervenuta, ed anche Stefano Anastasia, il Garante dei detenuti, si dichiara  contrario ad un afflusso incontrollato e indiscriminato verso l’istituto di Terni, ma il rischio di una completa saturazione dell’ambiente penitenziario permane, poiché la struttura non è idonea ad accogliere un tale numero di detenuti. La situazione sembra essere in preda alla disorganizzazione, in quello che dovrebbe essere non solo un luogo di pena, ma anche di inserimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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