Terni, caro pane: possibili altri rincari, intanto alcuni forni chiudono

Terni, caro pane: possibili altri rincari, intanto alcuni forni chiudono
di Monica Di Lecce
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Venerdì 1 Aprile 2022, 04:55

Si contano in una mano i panifici che a Terni hanno già abbassato le serrande, strangolati dai rincari che hanno messo a dura prova i bilanci delle aziende. Gli altri stringono i denti ma i tempi e le prospettive non sono rosee. A inizio anno hanno dovuto ritoccare il prezzo del pane all'insù ma non è escluso, se continua questo trend, che altri ritocchi possano essere operati nelle prossime settimane. I numeri parlano da soli. «I costi dell'energia – dice Francesco Vestrelli di Cna alimentari -  sono aumentati del 120%, il metano del 200%, farina e grano tra il 60 e il 70%, le altre materie prime quali olio, latte, burro, pomodoro del 70%. Monitoriamo la situazione settimana per settimana perché si registra un trend da novembre di costante crescita dei prezzi. Aumenti che hanno frenato la ripresa post pandemia che era partita a mille. I panificatori sul momento hanno tamponato pagando di più ma senza toccare il costo del proprio prodotto finale, poi nelle scorse settimane hanno dovuto rivedere anche loro il prezzo del pane».

«C'è un aumento vertiginoso delle materie prime e dei costi di gestione – ribadisce Lucio Belli, presidente dei panificatori di Confartigianato Terni -  La farina, per esempio, è passata dal 42 a 63 centesimi con un aumento quindi di 20 euro a quintale, lo strutto da 95 centesimi è arrivato a 1,90 euro. Senza considerare il costo dell'olio. Quello di semi, presso uno dei più grandi rifornitori all'ingrosso della provincia, è salito a 3,20 euro. Non nascondo che tanti dei colleghi, sia per la difficoltà di approvvigionamento all'ingrosso, sia per fronteggiare i rincari, fanno il giro dei supermercati per trovarlo a 1,90 – 2 euro. Per far fronte a questa situazione alla lunga – aggiunge Belli – io stesso sono stato costretto a portare il prezzo del pane da 2,20 euro a 2,40 al chilo». 2,40 euro che è anche il prezzo medio in città. I rincari, come hanno confermato i rappresentanti delle due associazioni di categoria, partono da prima dello scoppio della guerra in Ucraina. Solo nelle prossime settimane si saprà quale impatto, il conflitto in corso, avrà sull'approvvigionamento delle materie prime. «Grano e farina – continua Lucio Belli – già cominciano a mancare».

«E' impossibile prevedere quello che accadrà nelle prossime settimane – afferma  Francesco Vestrelli di Cna – di certo se dovesse proseguire questo trend di aumenti del energia e costo delle materie prime, anche i panificatori, che per senso di responsabilità stanno pagando di tasca propria, saranno costretti ad aumentare ulteriormente il prezzo del pane. Nei prossimi giorni incontreremo le imprese per fare il punto della situazione. E' certo che, a nostro avviso, servono interventi che riprogrammino l'intera filiera dell'agroalimentare; occorre sostenere gli investimenti energetici delle imprese, incentivare l'autoproduzione dell'energia». «A tutt'oggi nel ternano – rivela Lucio Belli  – hanno chiuso già 3 o 4 attività». Le altre stanno dando grande prova di resilienza e di coraggio. Come quella dello stesso Belli. «A gennaio ho festeggiato i 50 anni d'attività – racconta il presidente dei panificatori di Confartigianato – e ho incrementato il personale. L'attività, ad oggi, conta 11 unità».

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