Caro energia, dal turismo ai pasticceri passando per i meccanici: le aziende sono tutte allo stremo

Caro energia, dal turismo ai pasticceri passando per i meccanici: le aziende sono tutte allo stremo
di Monica Di Lecce
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Venerdì 9 Dicembre 2022, 10:32

TERNI Il caro energia mette in ginocchio le piccole e medie imprese che, non solo vedono così andare in fumo i propri guadagni, ma avendo già attinto ai propri risparmi, assistono al consumarsi giorno per giorno del proprio ossigeno. Una problema che se affligge le aziende più energivore, non è immune alle realtà più piccole che guardano al Natale con preoccupazione e un po' d'amaro in bocca. «Le imprese non riescono a fare previsioni affidabili circa il fatto che saranno più o meno in grado nei prossimi mesi di recuperare l'equilibrio economico e finanziario conferma Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni - pertanto gli imprenditori non se la sentono più di aspettare continuando a consumare la scarsa liquidità ormai esaurita e i patrimoni personali. Il punto è che non esistono soluzioni in arrivo e solo un ritorno del livello dei costi energetici a livelli compatibili con il sistema produttivo può migliorare le cose».
Per Daniela Tedeschi, presidente del gruppo commercio e turismo di Confartigianato «la crisi attuale assume nel nostro territorio una particolare pericolosità perché si aggiunge a una situazione del commercio già difficile: centro e periferie che hanno bisogno di maggiore decoro; crisi demografica che di per sé riduce i consumi». Per quanto riguarda le aziende turistiche, queste «hanno beneficiato di un certo recupero post pandemia sul filone della riscoperta dei borghi e della dimensione slow del turismo moderno» prosegue Daniela Tedeschi.

Ma ora l'impennata dei costi energetici e delle materie prime «rischia di far regredire il territorio anche rispetto alle potenzialità turistiche così faticosamente conquistate». Non va meglio in altri settori. Ivana Fernetti, presidente della federazione Alimentazione che raggruppa panificatori e pasticceri di Confartigianato, dopo aver rilevato che queste categorie «non possono adottare alcun correttivo né temporaneo né definitivo nemmeno trasferire integralmente i rincari di energia e materie prime sui prezzi di vendita dei beni essenziali, pena la contrazione dei consumi e problemi alle famiglie», lancia il grido d'allarme: «Così le piccole e medie imprese dell'alimentazione non posso sopravvivere. I costi dell'energia devono tornare a livelli compatibili con le nostre strutture produttive». Massimo Lipparoni presidente della federazione autoriparazione sottolinea come «i nostri servizi sono componenti praticamente di tutte le filiere produttive e incidono anche sulle attività del terzo settore e sui privati. Questo genera un'ulteriore spirale inflattiva che colpisce largamente la popolazione». Confartigianato rileva che le Pmi, sensibilizzate sul tema del risparmio energetico, guardano con interesse agli impianti fotovoltaici, ma permangono problemi sia tecnici, riguardo futura affidabilità e produttività degli impianti ad accumulo, sia fiscali e finanziari. «La sofferenza delle Pmi si è protratta troppo a lungo senza effettive soluzioni. Sofferenza simultanea del sistema produttivo e delle famiglie conclude Franceschini - che rischia di creare una situazione sociale molto difficile da gestire».
 

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