Il critico d'arte Cicchini: «Un Caravaggio ad Arrone? No, è di Spadarino»

Lunedì 7 Settembre 2020 di Aurora Provantini

TERNI «E' un bel dipinto, ma le ombre e la luce del Caravaggio sono tutt'altra cosa». Paolo Cicchini, critico d'arte, conosce bene il dipinto che sta nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arrone. «Ho collaborato con il gruppo che fa capo alla rivista Magister approfondendo lo studio di tutto quello che si trova all'interno della chiesa. Nel dipinto c'è un bianco fortissimo e c'è una sapienza compositiva eccezionale, ma ben altro è il mondo di Caravaggio».
Alvaro Caponi, storico di Narni, vorrebbe attribuire quel dipinto a Caravaggio. Tanto che scrive a Vittorio Sgarbi già nell'ottobre 2016 per segnalargli il dipinto rappresentate la Cena in Emmaus. Poi ancora il 20 marzo 2020 sostenendo che il dipinto di Arrone «potrebbe essere una replica con una variante della Cena in Emmaus esposta a Londra alla National Gallery». «Alcuni personaggi, infatti, sono presenti in entrambe le opere mutando solo nella posizione» scrive Caponi.

Paolo Cicchini, critico d'arte, fa notare invece che le figure di Caravaggio sono portate a «mordere l'aria tanto che lo spazio le contiene a fatica».
«Nella Cena in Emmaus che si trova alla National Gallery di Londra sottolinea Cicchini - le braccia di Cleofa si allargano a simulare una croce e tendono ad invadere lo spazio. L'altro discepolo che è di fronte a Cleofa si solleva dalla sedia e tutto è in movimento. Veniamo invece all'opera che si trova sulla navata di destra della chiesa di Arrone: i personaggi sono quieti e c'è una dolcezza dei lineamenti che invece ritroviamo nello stesso artista a cui è stata attribuita l'opera, ovvero Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino. Infatti nel dipinto di Arrone è completamente assente la tensione che c'è nella cena in Emmaus di Caravaggio esposta a Londra».

Già, lo Spadarino. Molti altri critici hanno visto l'opera custodita nella chiesa del comune della Valnerina e tutti, compreso Paolo Cicchini, hanno ricondotto il quadro al pittore nato nel 1585 e morto nel 1652. Il nome è appunto Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino perché si dice che fosse il figlio di un fabbricante di spade. «Lo Spadarino afferma Cicchini - è stato il primo seguace di Caravaggio». E' lui l'autore del quadro. Suo è sicuramente Il Narciso che si trova nella Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.

«La stessa identica dolcezza di Narciso che si affaccia nello specchio d'acqua la ritroviamo nei personaggi della Cena in Emmaus di Arrone» fa notare Paolo Cicchini. Che sottolinea: «Sembra quasi impossibile che un critico di grande intuito come Vittorio Sgarbi, avvertito della presenza dell'opera già quattro anni fa, non sia ancora venuto a visionarla». Resta il fatto che ad Arrone c'è uno dei più bei capolavori del Seicento. «Lo Spadarino è da considerarsi fra gli artisti caravaggisti più importanti del suo tempo. Nel territorio ternano vengono conservate opere di grandissimo pregio che secondo me devono essere messe in rete» - afferma Cicchini. Accanto alla Cena in Emmaus si trovano capolavori di quel momento d'arte che dal XII secolo giunge fino al tardo Quattrocento con il maestro del Trittico di Arrone (probabilmente l'autore è Bernardino Campilio).

«Arrone è uno dei centri più significativi di quella Scuola Spoletina che si diffuse in tutti i territori dell'Antico Ducato, con caratteristiche sue proprie, rispetto ai fenomeni d'arte che andavano affermandosi nel resto dell'Umbria: una scuola che ripropone nel tempo i medesimi canoni compositivi, gli stessi colori, e che trova il suo importante momento negli affreschi della chiesa arronese di San Giovanni Battista». «Riscoprire il patrimonio della Scuola Spoletina conclude Paolo Cicchini - significherebbe anche ritrovare le radici d'arte del nostro passato».
 

Ultimo aggiornamento: 07:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA