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Memorial D'Aloja, Abbagnale resiste:
«Siamo in piena fase organizzativa»

Memorial D'Aloja, Abbagnale resiste: «Siamo in piena fase organizzativa»
2 Minuti di Lettura
Venerdì 28 Febbraio 2020, 09:07

Ombre sul memorial d'Aloja, l'appuntamento internazionale di canottaggio. Dopo la nazionale della Romania che probabilmente già da oggi lascerà le rive del lago di Piediluco dove si allenava a causa della paura per il Coronavirus, nel paese lacustre, uno dei motori del turismo dell'Umbria del Sud, ecco che si profila un altro problema. Per fortuna che il presidente della federazione di Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, non si lascia intimorire, è abituato a remare anche in condizioni difficili e continua l'organizzazione: «Per adesso la gara è confermata ma non posso sapere quello che succederà da qui ad un mese e mezzo. Noi, comunque, ci stiamo attrezzando, come sempre, per la riuscita della manifestazione. Ovviamente dovranno essere gli altri Paesi a dirci se vengono o meno, stanno aspettando l'evolversi della situazione in Italia».
Abbagnale stringe i denti e va avanti, sperando che la psicosi vada a scemare in tempo per le iscrizioni all'appuntamento internazionale.
Intanto cominciano a farsi sentire gli effetti della partenza dei 65 romeni, tra atleti e staff, che erano a Piediluco da quattro mesi. Per l'hotel Miralago che li ha ospitati, anche l'anno scorso, si tratta di un duro colpo. «Per l'arrivo delle nazionale romena - spiega la titolare - avevo assunto sette persone proprio per dare alla Romania qualcosa in più oltre una perfetta organizzazione. Tramite cooperativa ho anche richiesto 4 unità lavorative per le pulizie e il rifacimento dei letti. Adesso - continua la donna dovrò ridimensionare il personale ed attivarmi nuovamente per riempire il vuoto di marzo. Cosa non facile in questo momento».
EFFETTI COLLATERALI
Ma altri contavano che la nazionale romena potesse rimanere ancora. Il titolare del bar Turismo Alessandro Cianchetta racconta: «Nel tardo pomeriggio gli atleti sedevano ai nostri tavoli e consumavano pizza, birra e gelato. A volte chiedevano gli spaghetti all' amatriciana, di cui ne vanno ghiotti».
Un progetto di ospitalità che si sarebbe dovuto allargare anche ad altre nazionali e che avrebbe dovuto rinsaldare il binomio Sport e turismo nella cittadina lacustre ma che ora resta sospeso in attesa di risposte, si spera positive.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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