«Nel campeggio solo tende e niente roulotte». Il camping vince la battaglia dell'estate

Martedì 23 Giugno 2020 di Egle Priolo
Il Tar dell'Umbria

PERUGIA - Solo tende e canadesi e niente camper e roulotte nella parte nuova del campeggio? E perché mai? Se lo è chiesto la società proprietaria del Parco dei pini di San Feliciano di Magione che contro questa disposizione del Comune e della Soprintendenza è ricorsa addirittura al presidente della Repubblica e poi al Tar dell'Umbria. Che ha condannato il Ministero per i beni e le attività culturali e la stessa Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria al pagamento delle spese in favore della società ricorrente per 1.500 euro complessivi.

E se in questa strana estate post pandemia pare che i camping saranno tra le strutture più gettonate, a Magione c'è quindi più spazio per i camperisti. La storia parte con il parere di compatibilità paesaggistica della Soprintendenza, in sede di conferenza di servizi convocata dal Comune di Magione, per deliberare il progetto di ampliamento del campeggio Parco dei pini: «L’area in ampliamento del campeggio dovrà essere destinata al solo utilizzo di tende escludendo la collocazione di camper, roulotte, casette sia mobili che fisse». Una limitazione che la società impugna – riassumono i giudici amminstrativi – sostenendo che la Soprintendenza «avrebbe unicamente la possibilità di valutare la compatibilità col vincolo paesaggistico dell’esistenza e consistenza del campeggio, non potendo spingersi invece a disciplinare e limitare le modalità di svolgimento della relativa attività». L'avvocato Mario Rampini, legale del campeggio, ha parlato di eccesso di potere, difetto dei presupposti e di istruttoria, contraddittorietà, illogicità ed ingiustizia manifesta oltre che difetto di motivazione. E il Tar (presidente Raffaele Potenza, con Enrico Mattei e Daniela Carrarelli) gli ha dato ragione.

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