Brigata: «Il sasso al bus del Grifo
non lo abbiamo tirato noi»

Domenica 29 Settembre 2019 di Enzo Beretta

PERUGIA - «Nessuna volontà di organizzare un assalto al pullman del Perugia ma semplicemente l’intenzione, da parte dei gruppi, di manifestare sotto forma di contestazione civile, il proprio dissenso per l’andamento negativo della squadra in quel periodo». E’ questo il commento dell’avvocato Michele Nannarone che nell’inchiesta sull’assalto al pullman dei biancorossi difende cinque ultrà della Brigata indagati per danneggiamenti e violenza privata.

«Il danneggiamento più grave del pullman, vale a dire il sasso scagliato contro il finestrino – spiega Nannarone – è avvenuto a circa un chilometro di distanza dal luogo in cui si trovavano i tifosi dei gruppi organizzati della Curva nord che attendevano il rientro dei calciatori davanti agli spogliatoi. Ciò – sottolinea – conferma che i danneggiamenti sono riconducibili a ‘cani sciolti’». Aggiunge il legale: «Con riferimento alle accuse mosse dalla Procura di Perugia non si capisce come si possa contestare il concorso nella violazione della violenza privata quando alcuni degli stessi tifosi, indicati come personaggi di spicco dei vari gruppi, si siano fattivamente prodigati per permettere al pullman l’ingresso nel parcheggio degli spogliatoi, come testualmente indicato nelle annotazioni della Digos».

Ancora: «Per quanto riguarda i danneggiamenti ne risponderanno i soggetti che saranno individuati, come detto ‘cani sciolti’. E’ infine del tutto incomprensibile la contestazione riguardante la violazione del Daspo quando nell’immediatezza dei fatti, a seguito di specifiche memorie difensive, la questura di Perugia procedette all’archiviazione di tutti i procedimenti instaurati con tale finalità».

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