Terni, Biccialdi: sì alla statalizzazione
ma ora è a rischio l'autonomia

Terni, Biccialdi: sì alla statalizzazione ma ora è a rischio l'autonomia
di Lucilla Piccioni
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Domenica 23 Gennaio 2022, 16:43

TERNI Briccialdi si brinda alla statalizzazione, c’è gioia, soddisfazione,  euforia, ma si pensa a come assicurare futuro ed autonomia al Conservatorio di Stato ternano. A come evitare un eventuale accorpamento ad un conservatorio più grande, che abbia già i numeri sufficienti richiesti dal Ministero della Pubblica Istruzione per garantire la sopravvivenza. E’ la stessa cosa che è successa per gli istituti superiori ternani. Per fare un esempio, il liceo classico Tacito e liceo artistico Metelli, in seguito alla razionalizzazione, sono diventati scuola unica anche se ognuno ha mantenuto la propria identità. Da soli non avevano i numeri per garantirsi l’autonomia. Essendo l’Umbria una piccola regione l’unico altro conservatorio a cui unire il Briccialdi sarebbe il Morlacchi di Perugia. Si vuole scongiurare proprio l’ipotesi di diventare sede ternana di un’altra istituzione. «Ora c’è da cominciare a scrivere la seconda parte della storia – ha detto la presidente del Briccialdi Letizia Pellegrini – per garantire l’autonomia è indispensabile pensare Terni più grande. Dobbiamo lasciarci contagiare dal virus del concorso e della collaborazione, stipulare convenzioni, bisogna abbandonare la mentalità campanilistica, un conservatorio non è un posto pubblico in cui tenere lezioni private di strumento. Il Briccialdi deve essere componente viva e forte della nostra realtà cittadina. Ma deve anche allargare i suoi orizzonti in un’ottica sovra regionale». Si guarda all’alto Lazio perché la maggior parte degli studenti che attualmente frequentano il Briccialdi, viene da Rieti, Viterbo e Roma. L’intento è quello di diventare un punto di riferimento anche per questa regione oltre che per l’Umbria. «In questo modo ribalteremo la situazione passando da sede distaccata a sede centrale», ha aggiunto la presidente Pellegrini. Per formalizzare, ma solo dal punto di vista burocratico, il passaggio definitivo del Briccialdi da istituto pareggiato a Conservatorio di Stato bisognerà aspettare il 2024. Ma cosa cambierà nel concreto? Tutto il personale docente e amministrativo passerà nei ruoli dello Stato. Gli amministrativi verranno pagati dalla Stato sgravando il Briccialdi di un grande onere e dissolvendo uno dei problemi che avevano creato maggiori incertezze e paure proprio per ottenere la statalizzazione. «Mi fa piacere ricordare che l’emendamento da noi sostenuto e proposto dal decreto Bonisoli ha consentito di porre a carico dello Stato la situazione debitoria del Briccialdi con lo sblocco di quattro milioni da parte del Governo per superare le principali difficoltà finanziarie e avviare l’istituto alla statalizzazione», ha tenuto a sottolineare Leonardo Latini sindaco di Terni nel corso della conferenza stampa di presentazione della statalizzazione del Briccialdi. Ora si dovrà firmare un concordato tra Ministero della Pubblica Istruzione Briccialdi e Comune di Terni per la disponibilità della sede di palazzo Giocosi-Mariani che è di proprietà del Comune che nel 1995 lo ha ristrutturato proprio per ospitare l’istituto ternano. In seguito al passaggio a Conservatorio di Stato ci sarà anche l’aumento di otto addetti che verranno suddivisi tra segreteria e sorveglianza. Attualmente in totale ci sono due dipendenti a tempo pieno ed uno part time. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore del Briccialdi Marco Gatti: «oggi c’è una breve fase transitoria di attuazione delle burocrazie e poi, dando fondo a creatività e responsabilità, ci aspetta il prossimo segmento per poter rilasciare il nuovo istituto», ha dichiarato.

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