Bimbo ucciso, oggi a Perugia la verità del padre. E le immagini di Alex finiscono su YouTube

Bimbo ucciso, oggi a Perugia la verità del padre. E le immagini di Alex finiscono su YouTube
di Egle Priolo
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Martedì 12 Ottobre 2021, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 06:56

PERUGIA - Questa mattina Norbert Juhasz, il padre del piccolo Alex ucciso a coltellate a Po' Bandino il primo ottobre, arriva a Perugia.

Per l'ultimo saluto al figlio morto a soli due anni, prima del viaggio verso il cimitero di Budapest, ma soprattutto per raccontare al sostituto procuratore Manuela Comodi – assistito dall'avvocato Massimiliano Scaringella - i rapporti complicati con Katalina Erzsebet Bradacs, la 44enne mamma di Alex accusata del suo omicidio. Rapporti iniziati con una relazione di brevissima durata e proseguiti con una battaglia per l'affidamento del bambino. Ma in base a quanto ricostruito su queste colonne, quando dopo la visita degli assistenti sociali di Budapest a Katalina è stata data la certezza che non avrebbe ottenuto l'affido nella causa intentata da lei contro Norbert, la donna avrebbe pianificato la fuga in Italia. Che comunque forse era solo una tappa del viaggio che avrebbe potuto proseguire fino in nord Africa, dove aveva chiesto aiuto e alloggio ad alcuni amici di vecchissima data.
Se fossero confermate le ipotesi della procura e dei carabinieri – che continuano a lavorare alla ricerca di prove nell'area della centrale dismessa dove Alex sarebbe stato ucciso -, non si sa cosa possa essere successo quel primo ottobre, dopo l'ultima telefonata con Norbert e la richiesta di soldi non assecondata dall'uomo. Katalina, in carcere dopo la convalida del fermo, attraverso il suo avvocato Enrico Renzoni continua a ribadire la propria innocenza, raccontando di come abbia lasciato il bambino nella centrale per uscire pochi minuti alla ricerca di un gioco caduto per strada. Contro di lei, però, non solo le immagini delle telecamere che non hanno ripreso nessun altro avvicinarsi all'edificio abbandonato in mezzo ai rovi, ma anche i messaggi inviati ad amici e al primo figlio diciottenne che conterrebbero la sua confessione, comprese le foto del cadavere del bambino. Bambino che lei ha ammesso, anche tramite social, di non aver voluto, tanto da arrivare a colpirsi la pancia durante la gravidanza.
IL VIDEO
E intanto le immagini orrende, raccapriccianti, del piccolo Alex senza vita fanno il giro del web. Si tratta di una foto e un video di poco più di un secondo inviati proprio da Katalina, via Facebook, a un rappresentante dell'associazione per padri separati “Apák az Igazságért Közhasznú Egyesület”, che ha sostenuto Norbert durante la battaglia legale. L'uomo, a sua volta, le ha condivise non solo sulla propria pagina del social network ma anche su Youtube, all'interno di un resoconto del lungo conflitto tra Norbert e Katalina finito con l'omicidio. L'uomo, nell'arco di 48 minuti di video, racconta quanto accaduto a Po' Bandino e avvicina per due volte lo smartphone alla telecamera che inquadra una chat con la donna (la foto del profilo è la stessa di Facebook) in cui sotto la foto e il video del bimbo straziato – inviati prima di andare nel supermercato della frazione pievese da cui è partito l'allarme - compare la frase «Ora non è più niente».

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