Baschi, ponte chiuso sulla 448. Il sindaco Bernardini sollecita l'attenzione delle Istituzioni «Non ci lasciate soli»

Sabato 1 Agosto 2020

Il sindaco del comune di Baschi, Damiano Bernardini, chiede un incontro urgente alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e all'assessore alle infrastrutture e Trasporti, Enrico Melasecche, per analizzare ed affrontare gli effetti derivanti dalla chiusura del ponte sulla statale 448 tra Baschi e Todi.

"Ribadendo il valore primario della sicurezza e dell'incolumità delle persone - che ci ha visto in prima linea nell'evidenziare il pericolo derivante dall'infrastruttura in oggetto - dice Bernardini - sento il dovere di rappresentare la preoccupazione e il disagio che stanno attraversando i cittadini del comune di Baschi e dei territori limitrofi, a seguito della chiusura del ponte sulla strada statale 448 tra Baschi e Todi.

Si tratta, nei fatti, dell'unica viabilità che collega in tempi ragionevoli l'area sud-ovest dell'Umbria al resto della Regione. Rappresenta altresì il principale collegamento tra Baschi e le sue otto frazioni, situate interamente al di là di questa infrastruttura. Il nostro territorio comunale, allo stato attuale, risulta letteralmente tagliato a metà; con tutte le difficoltà che questa circostanza comporta.

Dobbiamo considerare, con consapevolezza e responsabilità, il contraccolpo che stanno subendo le attività produttive del territorio, già duramente provate dalla fase di crisi prodotta dall'emergenza sanitaria tutt'ora in atto. Nella veste di rappresentanti delle istituzioni - continua il sindaco - siamo chiamati a condividere soluzioni ed interventi che possano sostenere queste imprescindibili realtà, che costituiscono il tessuto economico della nostra Regione, e rischiano concretamente di non riuscire a superare questo ulteriore momento di crisi.

Giova ricordare che il repentino aggravamento delle criticità in questione, risulta senza dubbio riconducibile alla deviazione del traffico pesante avvenuta nel periodo di chiusura del viadotto di Montoro. Anche in quella circostanza ci siamo trovati a gestire disagi di non trascurabile entità. Ulteriore ragione per ribadire che ora non possiamo essere lasciati soli."
 

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