Virus aviaria, in quarantena ad Attigliano
un allevamento di quindicimila galline

Virus aviaria, in quarantena ad Attigliano un allevamento di quindicimila galline
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TERNI - Rischi non ce ne sarebbero tanti. Ma il timore è tanto. Anche perché la malattia è di quelle che fa tanto rumore. Non c’è da allarmarsi più di tanto. L’aviaria, il virus che colpisce i volatili in generale e in particolare gli allevamenti di pollame, non desta nessuna preoccupazione per una probabile diffusione della malattia infettiva all’uomo: si tratta solo di un provvedimento cautelativo preso nei confronti di un allevamento di Attigliano dove sono arrivati i volatili dalla regione Veneto.



La situazione è stata sempre sotto controllo, le analisi effettuate finora non danno animali positivi. Allevamento però in ”quarantena”, con misure di restrinzione disposte dal sindaco della cittadina Daniele Nicchi, dopo aver preso visione della proposta del Servizio veterinario di sanità animale dell’Uls Umbria 2, sede di Terni.

Controlli a tappeto e una serie di misure di prevenzione tese a limitare i movimenti di persone e animali, «in modo da ridurre al minimo il potenziale rischio di diffusione della malattia infettiva, molto virulenta nei volatili ma di scarso attecchimento sull’uomo», spiega il responsabile veterinario dell’Asl2, Roberto Giannelli. Massima tranquillità, quindi, senza creare falsi allarmismi.



Già 13 anni fa, il virus fece il suo ingresso in Italia con milioni di volatili che furono bruciati, disinfestazioni di migliaia di allevamenti e altre misure in sintonia con la Comunità Europea. In Umbria scattarono immediatamente i controlli, furono messi in stato di allerta gli ospedali. Si fece un gran parlare, a tal punto che vi fu anche allarmismo ingiustificato.



L’alllevamento di Attigliano, messo sotto quarantena, conta di 15 mila galline. Si tratta di ovaiole che vivono in una struttura che dal punto di vista igienico e sanitario non da problemi. Il problema è nato quando sono arrivate da Ostellato alcune centinaia di galline che provenivano da allevamenti dove si erano registrati focolai di aviaria.
Sabato 31 Agosto 2013, 23:44
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