ROMA

Morto Emanuele Macaluso, il cordoglio della "sua" Orvieto

Martedì 19 Gennaio 2021 di Monica Riccio
Morto Emanuele Macaluso, il cordoglio della "sua" Orvieto

Profondo cordoglio a Orvieto per la morte di Emanuele Macaluso, 96 anni, politico, sindacalista e giornalista italiano scomparso a Roma martedì 19 gennaio. Figura di spicco del Partito Comunista d'Italia Macaluso fu dirigente sindacale della Cgil prima di iniziare la carriera politica nel 1951 come deputato regionale siciliano. Parlamentare nazionale per sette legislature (1963-1992), fu anche direttore de "L'Unità" dal 1982 al 1986 e ultimo direttore de "Il Riformista" dal 2011 al 2012. Quando il Pci si sciolse, aderì al Pds.

Negli anni '80 e '90, Emanuele Macaluso fu molto presente a Orvieto, dove risiedeva, in una tenuta non lontana dal laghetto di Sugano, insieme alla moglie Ninni Monroy, discendente da un'antica famiglia nobile siciliana di origini spagnole, e madre di Fiora Pirri Ardizzone il cui compagno era Franco Piperno, uno dei fondatori di Potere Operaio. 

Presente, per quanto possibile, vista l'intensa attività politica che ne contraddistingueva gli anni, Macaluso fu vicino alla sinistra orvietana, al Partito Comunista e alle varie figure che in quegli anni cominciavano a muovere i primi passi nella politica locale e regionale. 

"Macaluso è stato un grande politico - lo ricorda Franco Raimondo Barbabella, in quegli anni sindaco di Orvieto, oggi consigliere comunale di opposizione - di quelli veri, perché frutto di un percorso di crescita individuale e comune, con studio continuo, impegno pratico e lavoro in strutture collettive, come il sindacato, il partito, l’associazione, il giornale, le istituzioni locali, il Parlamento. Un uomo formatosi nelle lotte per il riscatto dei contadini siciliani, nel giornalismo militante, nella lotta politica costruttrice di prospettive, a fianco di dirigenti come Di Vittorio e Berlinguer, confortato dall’amicizia di personalità come Giorgio Napolitano, Renato Guttuso e Leonardo Sciascia. Era un riformista, un militante di partito, il Pci, ma di cultura riformatrice, aperta, dialogante, costruttiva, lungimirante.

Lo ho conosciuto da vicino. Era un amico di Orvieto. Per molti anni ha frequentato la nostra città quando ero sindaco. Talvolta è salito in comune, ma le più volte ci siamo incontrati a casa della sua amata compagna Ninni, vicino alla casa di un altro amico, Alfonso Madeo, scrittore e giornalista anche lui. Erano incontri senza oggetto definito, tanto per parlare, analizzare, commentare. Grande discrezione, disinteresse per cose particolari ma interesse vivissimo per i problemi reali e le vicende appassionanti del momento, generali o locali che fossero. A casa di Alfonso Madeo, insieme ad Emanuele, ci si poteva incontrare ad esempio con Antonio Cederna e discutere di come impostare la questione ambientale di Orvieto. Non ha mai chiesto niente e però ogni volta che c’è stato bisogno di una sua parola in Parlamento a favore della nostra città questa parola è sempre venuta, puntuale, efficace, disinteressata. Altra persona, altra politica, altra storia."

 

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