Ast, l'era Arvedi: primi nervosismi e conferme per Piombino

Ast, l'era Arvedi: primi nervosismi e conferme per Piombino
di Vanna Ugolini
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Martedì 25 Gennaio 2022, 18:52 - Ultimo aggiornamento: 18:53

Si fa presto a dire che non si taglieranno teste e non ci saranno cambiamenti bruschi. Il momento del passaggio di consegne di Ast dalla ThyssenKrupp ad Arvedi è arrivato e, probabilmente, nello stabilimento non ci sarà più posto per tutti. Sono in ansia gli impiegati, perchè temono i “doppioni” con Cremona ma c’è nervosismo anche fra i manager, ormai divisi in tre cordate.

 Ci sono i “tedeschi”, quelli messi dalla casa madre, che sentono di avere la posizione più debole (anche se, alla fine, le capacità pagano sempre), c’è la squadra che il Ceo Massimiliano Burelli ha via via costruito per una fabbrica “sartoriale” e “dal miglioramento continuo”, la squadra di 
Arvedi è in arrivo.

Amalgamare queste tre correnti non sarà facile e, come già detto, alcuni manager hanno le valigie pronte nel caso il ruolo che la nuova proprietà ha riservato a loro non li soddisfi. Intanto ieri ha cominciato a operare la squadra dei tecnici di Cremona, che stanno organizzando il passaggio di consegne. Da Cremona fanno sapere che «il passaggio di proprietà non inciderà sul nome degli stabilimenti di Terni che, pur facendo parte della holding Finarvedi, resteranno una società distinta mantenendo autonomia gestionale». I giornali locali mandano messaggi rassicuranti anche ai manager, ma, in questi giorni, l’ufficio stampa sta lavorando al massimo per cercare di non creare inciampi. Comunicazione sul velluto, massima attenzione alle parole.

Conferme al minimo indispensabile e già l’annuncio che il cavalier Arvedi parlerà pochissimo. «A farlo saranno i fatti». Scrive Cremonaoggi: «Tutto si dovrebbe svolgere nel segno della continuità. Anche i dirigenti, almeno inizialmente, non cambieranno a cominciare dall’amministratore delegato, Massimiliano Burelli. Sembra che il cavalier Giovanni Arvedi il 28 gennaio a Terni incontrerà i dirigenti di Ast mentre il 7 febbraio sarà la volta dei lavoratori, i rappresentanti istituzionali e le parti sociali. Intanto si è appreso che nello scorso mese di dicembre, per avvicinare le due realtà, il cavalier Arvedi ha ospitato il sindaco di Terni Leonardo Latini a Cremona dove ha visitato gli stabilimenti e il museo del violino».

Intanto Arvedi conferma l’interessamento per Piombino, anche se si tratta, chiariscono, soprattutto di un lavoro che parte dal Mise. Per sbloccare una situazione di stallo che si sta protraendo da anni e per disinnescare una potenziale bomba sociale (in cassa integrazione ci sono circa mille e cinquecento dipendenti) il ministro Giorgetti sta cercando di costruire una cordata di acciaieri che possa rilevare lo stabilimento. Tra questi, in pole position c’è anche Arvedi che, comunque, sta affrontando l’acquisizione di Terni e potrebbe dimostrare interesse ottenendo, ad esempio, in cambio degli sgravi sul costo dell’energia elettrica. Insomma, trattative in corso per il sito toscano mentre Arvedi smentisce ufficialmente che ci siano interessi per l’Ilva di Taranto, ma a questa possibilità avevano creduto ben pochi. 

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