Assalto al pullman del Perugia:
16 ultrà indagati, intercettato Santopadre

Sabato 28 Settembre 2019 di Enzo Beretta
L'assalto dei tifosi biancorossi al pullman del Perugia dopo la quarta sconfitta di fila nel 2017

Sedici ultrà del Perugia sono indagati per l’assalto al pullman dei giocatori e dello staff tecnico colpito con un sasso e i fumogeni poco lontano dal cancellone del Curi il 21 ottobre 2017 quando la squadra rientrava dalla trasferta di La Spezia dove aveva incassato la quarta sconfitta consecutiva nel campionato di Serie B. Insieme ai tifosi - rappresentanti dei gruppi Brigata, Ingrifati e Nucleo XX Giugno - dovrà difendersi dalle accuse di danneggiamenti e violenza privata anche il vice delegato alla sicurezza del Grifo. Nel corso dell’inchiesta sono stati intercettati dalla Digos i cellulari del presidente Massimiliano Santopadre e dell’ex allenatore Federico Giunti. Questi ultimi due, in ogni modo, non risultano indagati.

Scriveva però il pubblico ministero Mario Formisano: «Dalle telefonate emerge un condizionamento del presidente Santopadre nei confronti dei capi ultras; le conversazioni captate lascerebbero intendere che avesse concordato con alcuni di loro la protesta sfociata nelle gravi aggressioni. La circostanza più allarmante è relativa al fatto che il presidente fosse a conoscenza del fatto che alcuni capi erano stati oggetto di Daspo. Santopadre non avrebbe assolutamente dovuto coinvolgere gli stessi nell’organizzazione di una protesta. Si può quindi ipotizzare un concorso a titolo di istigazione». E ancora: «Non sono chiare le ragioni per le quali i capi ultras hanno posto in essere l’aggressione nei confronti della squadra di calcio che, come detto, sembrerebbe essere stata avallata da Santopadre, il quale, ovviamente, non credeva che la protesta potesse degenerare mediante il lancio di pietre e fumogeni».

Nel decreto che autorizza le intercettazioni il gip Carla Giangamboni sottolinea che i capi dei due gruppi che in qualche maniera si contendono la leadership della Curva Nord «hanno un canale di comunicazione privilegiato con Massimiliano Santopadre il quale sembra avere in qualche modo favorito la contestazione contro la sua stessa squadra. I filmati relativi ai fatti del 21 ottobre - si legge - danno conto che il presidente avesse fatto il suo ingresso ai cancelli di accesso agli spogliatoi passando, senza alcuna contestazione, tra gli stessi tifosi che hanno successivamente assaltato l’autobus con a bordo la squadra».

«Mentre l'autobus percorreva il cavalcavia prima dell'arrivo allo stadio improvvisamente un sasso ha rotto il vetro e per poco non colpiva mister Giunti- ha raccontato il portiere Antonio Rosati -. L'autista si è fermato e i tifosi ci sono venuti incontro, alcuni esagitati hanno lanciato un fumogeno dentro, tutti abbiamo avuto problemi a respirare, non riuscivamo neanche a vedere». A stento il pullman raggiunge il parcheggio. «Ho temuto che il pullman prendesse fuoco - ricorda Santiago Colombatto -. Alcuni miei compagni erano talmente impauriti che dicevano di voler andar via da Perugia, altri si lavavano la faccia per togliersi ciò che era rimasto dei fumogeni». Il responsabile ai rapporti con la tifoseria del Perugia ha raccontato ai magistrati: «Una volta arrivato allo stadio, alla vista della folla dei tifosi e alla luce delle indicazioni fornite dalla polizia ho chiamato il presidente per avvertirlo della situazione di confrontarmi su cosa fare, lui disse che voleva che la squadra incontrasse i tifosi davanti allo stadio per un confronto e che era inutile scappare in quanto non avremmo potuto evitarli».

«Nel pullman c'era anche il figlio del presidente - spiega Giunti in un verbale di sommarie informazioni - quindi escludo che farci aggredire dalla folla sia stata una scelta volontaria e deliberata da parte della società». Conclude Filippo Bandinelli: «Negli spogliatoi abbiamo esternato a Santopadre e al ds Roberto Goretti che ci stavano aspettando, la preoccupazione per la nostra incolumità e il presidente ha avuto parole di conforto nei nostri confronti».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 18:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA