Assalto al bus del Grifo, Santopadre:
«Nessuna connivenza con gli ultrà»

Domenica 29 Settembre 2019 di Enzo Beretta

PERUGIA - «Senza sminuire la gravità oggettiva dei fatti e nel pieno rispetto del lavoro svolto dalla Procura e dagli inquirenti occorre tuttavia fare dei distinguo. Preliminarmente ribadisco la totale estraneità ai fatti del presidente Massimiliano Santopadre che né prima né ora risulta indagato. La società si è sempre adoperata in ogni sede e con ogni mezzo, cooperando costantemente con le forze dell’ordine per evitare fatti incresciosi e illeciti a danno di chicchessia, ispirandosi a modelli virtuosi peraltro regolarmente aggiornati e depositati sia presso le forze delle ordine che presso le sedi degli organi sportivi». E' quanto dichiara l’avvocato Gianluca Calvieri, responsabile legale del Perugia Calcio, commentando la vicenda giudiziaria riguardante l’assalto al pullman dei Grifoni avvenuto il 21 ottobre 2017, inchiesta conclusa con 16 ultras indagati. «Risulterebbe alquanto singolare oltre che illogico ipotizzare connivenze fra ultras ed esponenti della società sportiva giacché nella circostanza dentro al pullman vi era un patrimonio umano e tecnico di immenso valore per la società e il presidente - spiega Calvieri -. Ora qualcuno, andando oltre mere illazioni, dovrà pur spiegare quale motivo avrebbe ispirato la società per accettare un simile rischio. Peraltro, le numerose persone informate sui fatti, hanno categoricamente escluso tali illazioni. Viceversa - prosegue Calvieri - potrebbero configurarsi diverse ipotesi di danno che stiamo attentamente valutando e monitorando».

L’avvocato Calvieri, che difende un collaboratore del Perugia Calcio, delegato alla sicurezza, indagato per violenza privata e danneggiamenti, aggiunge: «Per quanto concerne le asserite responsabilità attribuite al delegato per la sicurezza sono molto fiducioso di poter chiarire a breve e in maniera definitiva la sua posizione anche a mezzo di nuove prove inedite che metteremo a disposizione degli inquirenti. Il mio assistito, che da numerosi anni collabora con la società, ha sempre svolto le sue funzioni in modo impeccabile e puntuale senza lesinare energie e non incorrendo mai in alcuna contestazione. Nelle intercettazioni - conclude il difensore - non vi è alcun riscontro che possa pregiudicare o preoccupare il mio cliente che non teme nulla dall'inchiesta. Il procedimento e gli atti a garanzia dell'indagato potranno far luce su quanto accaduto. Sta di fatto,  comunque, che gli elementi in mio possesso e molte testimonianze, hanno già riconosciuto ed attestato al  delegato per la sicurezza grande coraggio,  professionalità e spirito di servizio, avendo evitato con il suo pronto intervento che gli eventi precipitassero in  qualcosa di ben più grave».

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