ROMA

Arrivano da Roma e si spacciano per buoni clienti, ma sono truffatori. Scoperti colpi per un totale di 20mila euro. La polizia smantella tutto

Venerdì 11 Dicembre 2020
Arrivano da Roma e si spacciano per buoni clienti, ma sono truffatori. Scoperti colpi per un totale di 20mila euro. La polizia smantella tutto

SPOLETO - Dopo complessa attività d’indagine gli Agenti del Commissariato di Spoleto hanno denunciato due truffatori seriali che avevano messo a segno diversi colpi in Umbria ed in tutto il centro Italia. I due, pregiudicati romani di 46 e 43 anni, si presentavano presso esercizi commerciali di vendita di elementi di arredi/accessori bagno, termoidraulica ed elettrodomestici, sotto falso nome ed alla guida di furgoni noleggiati – anche questi sotto falso nome;  facevano acquisti per migliaia di euro ed una volta caricata la merce, pagavano gli ignari commercianti con degli assegni bancari che successivamente risultavano essere rubati. La truffa era piuttosto articolata in quanto i due malfattori si presentavano nei punti vendita dopo intensi contatti telefonici ed a nome di ditte o attività referenziate come “buoni clienti/pagatori”; all’atto del pagamento mostravano un carnet d’assegni dal quale ne staccavano e compilavano uno, non prima di aver apposto il timbro con ragione sociale e partita iva uguale, in tutto e per tutto, all’originale dell’effettiva ed ignara impresa alla quale si erano sostituiti e per la quale dichiaravano di lavorare. L’acquisto ed il pagamento avvenivano sempre in tarda serata, durante la fase di chiusura del negozio,   in modo che fosse impossibile il controllo immediato del titolo di credito al portatore. Due le truffe commesse nello spoletino ed una nel folignate che hanno fruttato ai due malviventi circa 20.000 euro in merce non pagata. Quattro in tutto le imprese locali coinvolte ma si sospetta che il giro sia molto più ampio infatti, non appena concluso l’affare truffaldino,  i malviventi si facevano preparare un “timbro da tavolo” con i dati fiscali dell’impresa raggirata che poi utilizzavano per la successiva truffa ai danni di altre ditte del settore che con quella avevano rapporti.  L’indagine ha permesso di individuare i due truffatori ( e ricettatori di assegni rubati) raggiunti a Roma dagli investigatori Spoletini. Nei loro confronti sono scattate le perquisizioni domiciliari, eseguite in diverse località della Capitale e la consequenziale denuncia alla Procura di Spoleto; per il momento ad entrambi sono stati attribuiti decine di raggiri della stessa specie nelle città di Roma, Frosinone, Velletri, Tuscania, Grosseto ed in altre città ma sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati ad individuare eventuali altri complici e persone che potrebbero averli in qualche modo agevolati nello loro scorribande. Nel frattempo, l’ideatore dei raggiri e capo del “duo truffaldino”, è stato tradotto in carcere poiché colpito da ordine di carcerazione per l’espiazione di una pena di 5 anni e mezzo di reclusione.               

 

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